Letture per il week-end

Alcuni interessanti articoli:

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“Senza Alibi”

“È una chiara visione politica – sostiene Marco Simoni – la grande assente della seconda Repubblica. Di conseguenza le riforme – che pure non sono mancate – hanno avuto l’effetto di bloccare la crescita dell’economia italiana. L’Italia si è impoverita negli ultimi dieci anni: è urgente capire perché. Per smascherare gli alibi invocati da una classe politica inconcludente è necessario ripercorrere le principali vicende economiche e politiche del ventennio appena trascorso – dal caso Fiat al dramma della precarietà e alla disputa sull’articolo 18, dalle privatizzazioni di Telecom e Alitalia alle scelte delle aziende che nonostante tutto ce l’hanno fatta – e confrontarle da un lato con le altre economie (quelle che funzionano) e dall’altro con l’Italia che cresceva, negli anni cinquanta-sessanta trainata dall’industrializzazione di massa, e negli anni settanta-ottanta dalle esportazioni dei distretti. Si capisce allora che il nostro non è “un paese per Facebook” ma neanche una realtà in cui la grande industria manifatturiera riceve i benefici di istituzioni cooperative. L’Italia ha riformato il suo capitalismo in profondità ma in maniera incoerente e, soprattutto, senza tenere in sufficiente conto l’impatto che le riforme avrebbero avuto sulle piccole e medie imprese dei distretti e sulle poche grandi aziende rimaste. In assenza di una visione politica organica che guidasse i cambiamenti nelle sfere cruciali del capitale e del lavoro, si sono importati istituti e modelli da altre nazioni, anziché compiere scelte che avessero come bussola la realtà del paese e le sue potenzialità. L’effetto negativo di queste decisioni tracima dall’ambito strettamente economico in quello politico e sociale. L’analisi proposta in questo libro consente di identificare le responsabilità di chi ha compiuto quelle scelte, senza ricorrere a strali populisti per comprendere il fallimento della seconda Repubblica; pur non negando la gravità della condizione attuale, infine, consente di riconoscere le fonti a cui si può attingere perché i prossimi vent’anni siano di segno diverso. Facendo leva sulle forze del paese e sulle sue caratteristiche è possibile, infatti, invertire la china e costruire un capitalismo che sia al passo con i tempi dell’economia internazionale, mettendo l’Italia in grado di fare le cose di cui è capace”.

da Marsilio

Marco Simoni, “Senza Alibi”, Marsilio, Venezia, 2012, pp.256, Euro 16,50

E qui un’estratto gratuito fornito da Marsilio

Ridiamoci su

Finora l’analisi più chiara, equilibrata e lucida sul governo di Mario Monti l’ha fatta Corrado Guzzanti nel suo show Aniene 2, andato in onda su Sky Uno: “Ci ho messo molto a farmi un’opinione sul governo Monti. Alcune cose mi sembravano giuste, altre profondamente ingiuste. Sono rimasto indeciso fino a oggi. Poi finalmente ho trovato la sintesi. E la mia opinione è questa. Sono degli eroi. Stanno risanando questo paese. Bastardi. Ma chi ce li ha mandati? È un colpo di stato. Dimissioni subito. Ci state mandando verso il baratro. Quindi bravo Monti, brava Fornero. Continuate così. Con coraggio e fermezza. Ma chi rappresenti? Ma chi ti ha votato? Derubate i poveracci, quelli che hanno sempre pagato, e non toccate la casta. Fascisti. Nazisti. Che Dio vi benedica. Ma ricordiamoci chi c’era prima. Finalmente qualcuno che ha veramente a cuore questo paese. Dovremmo fargli un monumento. Bravi. Spero che governiate per altri dieci anni. Elezioni subito, o veniamo sotto con i forconi”.

Giovanni De Mauro

Internazionale, numero 954, 22 giugno 2012

La lontananza sai è come il vento…così lontani cattolici e laici del PD?

Sembra regnare grande confusione nel PD a proposito delle unioni civili e si riaprono le solite diatribe tra l’anima cattolica e “laica” del partito. Eppure penso che non molti tra gli elettori del PD possano non ritrovarsi nelle ecumeniche parole di Giuseppe Dossetti, in un celebre intervento nella prima Commissione dell’Assemblea Costituente, il 9 settembre 1946:

“La Sottocommissione, esaminate le possibili impostazioni sistematiche di una dichiarazione dei diritti dell’uomo;

esclusa quella che si ispiri ad una visione soltanto individualistica;

esclusa quella che si ispiri ad una visione totalitaria, la quale faccia risalire allo Stato l’attribuzione dei diritti dei singoli e delle comunità fondamentali;

ritiene che la sola impostazione veramente conforme alle esigenze storiche, cui il nuovo statuto dell’Italia debba soddisfare, è quella che:

a) riconosca la precedenza sostanziale della persona umana (intesa nella pienezza dei suoi valori e dei suoi bisogni non solo materiali, ma anche spirituali) rispetto allo Stato e la destinazione di questo al servizio di quella;

b) riconosca ad un tempo la necessaria socialità di tutte le persone, le quali sono destinate a completarsi e perfezionarsi a vicenda mediante una reciproca solidarietà economica e spirituale: anzitutto in varie comunità intermedie disposte secondo una naturale gradualità (comunità familiari, territoriali, professionali, religiose) e quindi per tutto ciò in cui quelle comunità non bastino, lo Stato;

c) che perciò affermi sia l’esistenza dei diritti fondamentali delle persone, sia dei diritti delle comunità anteriormente ad ogni concessione da parte dello Stato”.

Centralità della persona, solidarietà economica e spirituale, spirito comunitario, sussidiarietà: così lontani cattolici e laici del PD?

Alcune letture per chi volesse :-)

Abbiamo letture per tutti i gusti 🙂

Non avete che da chiedere…