Sai che c’è…riciclo!

Si è vero, oggi probabilmente avremmo dovuto parlare ancora di Palais Lumiére – l’alter ego di Galan, Franco Miracco, tra i fondatori di VersoNord lo boccia (e Vianello che dirà?) -, oppure della recente protesta davanti al Palabuco, oppure ancora di città metropolitana.  Oggi invece ci piace segnalare un’iniziativa del Comune (oh-la-la) rivolta ai cittadini con particolare sensibilità ambientale. Tempo fa, l’assessorato alle politiche ambientali ha presentato un nuovo sito web di supporto ai cittadini intenzionati a seguire uno stile di vita più sostenibile: Sai che c’è.

Il sito fornisce utili servizi, pur essendo in fase di rodaggio.

Si è interessati a sostituire le lettiere minerali dei gatti con lettiere vegetali compostabili? Ecco qua “gatti sostenibili” e la possibilità di avere una lettiera vegetale gratis.

Ancora. Si vuole essere attenti all’impatto ambientale anche quando questo va a toccare l’intimità? Ecco la coppetta mestruale sostenibile e i pannolini lavabili.

Il sito riporta i costi e i rivenditori presso cui rivolgersi, oltre che informazioni utili sul risparmio derivante da queste scelte.

All’utilità del sito si aggiunge la piacevole veste grafica, frutto del lavoro della Scuola Grafica Internazionale di Venezia. Tuttavia, grande merito va ad Achab Group, una rete di società locali che realizza campagne di comunicazione efficaci, creative e coinvolgenti e che ha saputo rendere accattivante l’iniziativa.

Vivere in maniera sostenibile non può essere soltanto uno slogan: si devono mettere in grado le persone di poterlo fare. E per poterlo fare devono conoscerne i vantaggi. Ambientali ed economici. Che il territorio del Lido e Pellestrina ne abbia bisogno è sensibilità condivisa, ma quando metteremo in condizione i cittadini di esserne informati?

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Il “tecnico” Vianello

Fa sorridere che sulla vicenda del Palais Lumiére, la Torre Cardin, si intervisti l’avvocato Alessio Vianello. Fa sorridere perché viene presentato come se fosse solo un affermato professionista della città e responsabile del primo accordo sulla chimica a Marghera, quand’era assessore nella seconda giunta Cacciari. Be’ il giornalista del Gazzettino non accenna nell’intervista che l’avvocato Vianello, oltre ad essere uno dei soci fondatori dell’ex studio RBVA (ora MDA), studio legale di una qualche rilevanza a Venezia, è anche responsabile veneziano dell’associazione di Luca Cordero di Montezemolo, Italia Futura, oltre che tra i fondatori di VersoNord. Eppure iI giornalista lo sa, tanto che lo scrive poi in una piccolissima intervista a fondo pagina sulla flexicurity.

Ma l’intervento importante di Vianello è sulla torre Cardin e il giornalista non accenna minimamente ai ruoli politici attualmente ricoperti dall’avvocato. Sembra l’intervista ad un tecnico.

Gioverebbe invece ricordare all’opinione pubblica, e un giornalista dovrebbe farlo, che chi si intervista ricopre un ruolo politico attuale, non solo passato. E che gli appelli che lancia alla classe politica locale sono appelli da parte di un competitor.

E nemmeno tanto occulto, visto che è tra i firmatari del Manifesto “Fermare il declino“, in compagnia di Oscar Giannino e altri, il possibile partito di Monti, come la stampa li definisce.

A meno che non si sospetti che il quotidiano della famiglia Caltagirone non voglia tirare la volata al partito montiano.

Ma sicuramente ci sbagliamo.

Marco Michieli, membro Direttivo Circolo Lido-Pellestrina

Letture per il week-end

Ecco qua un po’ di letture interessanti:

  • Sanità e spending review, il bivio del sistema sanitario nazionale;
  • Sicilia, commissariamento e statuto speciale;
  • un profilo degli startupper italiani;
  • se volete leggere una bella analisi sulle elezioni comunali 2012, vi suggeriamo il libro del Cise (Luiss), e-book grauito (anche in formato pdf): qui per scaricarlo.

“Manifesto per la felicità. Come passare dalla società del ben-avere a quella del ben-essere”

“Non so se ci avete mai fatto caso: nella vita come nei film o tv-movie, presto o tardi, spunta sempre un motel, o pensione, o alberghetto, o albergo, e nel motel-pensione-alberghetto-albergo dal comodino accanto al letto, spunta una Bibbia che lì alberga gratis. Il pensiero è sopraggiunto leggendo il Manifesto per la felicità, di Stefano Bartolini. La prima operazione di politica sociale, psicoterapia di gruppo, da farsi su scala mondiale, sarebbe collocare in ogni motel-pensione-alberghetto-albergo, compresi quelli dei set tv, questa vera e unica Bibbia dei nostri tempi, il “Manifesto” così da avviare lo spurgo di massa, cambiare pelle e interiora, perché se l’uomo nel viaggio della vita non cambia pelle e interiora che vive a fare? Per consumare, e basta, o consumare e intanto avversare i suoi simili.

Ecco, consumare, consumismo, bulimia dei consumi: parole chiave di un libro-manifesto per l’appunto, libro-investigazione senza compiacimenti astratti né sofismi teorici, libro-proposito e progetto, non libro-utopia e sogni d’oro, che ci dice chiaro e tondo chi siamo e dove andiamo. Siamo una pretesa di civiltà in stato di delirio avanzato, siamo in decomposizione economico-finanziaria, politico-istituzionale, sociale, ambientale, ecologica, etica, umana. Dove andiamo? Di questo passo, da nessuna parte, andiamo, neanche a spasso, o solo verso la tossicità tutto compreso, dai titoli finanziari ai titoli di coda, quelli tombali. Ma il libro composito, intrecciato, propone anche la cura o le cure, rimedi, terapie, soluzioni non fantascientifiche.

Si sente che l’autore, Stefano Bartolini, è un economista e ha una formazione rigorosa, ma sa essere un economista speciale, capace di impastare l’economia con un lievito efficace, così che non escono dall’impasto solo numeri e cifre, campioni statistici e citazioni di ricerche come ci si aspetta da severe pubblicazioni scientifiche. Dall’impasto emerge un’altra economia, non scienza triste, ma scienza che comincia a sorridere dopo aver smascherato la bugia del homo oeconomicus messa in circolazione dagli stessi economisti, e coscienza decisiva, determinante per la felicità di ciascuno e di un pianeta spolpato e stremato.

L’economia ci ha portato a questo punto, ma ora può salvarci perché “conta nel determinare la dimensione relazionale in cui gli individui vivono”, dimensione che può restituire, secondo l’autore, la salute psichica individuale e sociale, il ben-esseere. Senza le relazioni siamo reificati: l’altro diventa oggetto strumentale; l’avere ci ha tolto la vita relazionale, dunque la vita. Certo conta molto la cultura, come la pensiamo, come ci pensiamo, cosa pensiamo sia possibile socialmente e individualmente, ma la cultura è determinata dal sistema economico, “dunque è su questo che bisogna intervenire”. Altro che voli, esercitazioni psicologiche astratte, speculazioni filosofiche: partiamo dall’economia, dall’evidenza empirica, e ci troveremo nel cuore della nostra vita, al centro del malessere sociale e individuale che ci avvolge, dal bruciore di stomaco all’avversità indistinta verso tutto e tutti che basta un pretesto qualsiasi per prendere a pugni un passante fino alla morte, o al coma se va bene. Bartolini arriva ai bubboni del sistema con pregevoli doti di speleologo sociale e divulgatore che sale e scende con agilità le scale del punto di vista, dal particolare all’universale e viceversa.

Il libro è diviso in sei parti, ma solo per facilitare le cose al lettore. Si procede fluidi e spediti dalla descrizione della malattia epocale, all’indicazione delle cause, la prescrizione di terapie. Una parte è dedicata al caso americano, quindi alla crisi economica attuale, infine ci sono le buone notizie. Per la prima volta l’economia si occupa del benessere umano, misura la felicità, tasta il polso al malato, cerca antidoti. Non c’è alcuna nostalgia ruralista dei tempi andati nell’affermare che siamo sfatti e quasi marci, ma il bisogno di rappresentare il vistoso paradosso della felicità. Questa dell’Occidente è la società che per la prima volta nella storia umana, ha sconfitto la povertà di massa. La prosperità non è stata, non è diventata e non è, sinonimo di felicità. La promessa del capitalismo, emancipare l’individuo fino alla conquista del tempo, non è stata mai realizzato. Il tempo non è stato liberato, anzi. Più reddito, più benessere materiale, non equivalgono a più felicità. Il Pil non racconta le nostre nuove povertà, oltre quella economica o il reddito registrato in busta paga quando c’è. Siamo più poveri di tempo, spazio, relazioni, qualità di vita. Qualcosa non funziona, non ha funzionato. Il modello americano, compresa la famigerata crisi esplosa nel 2007, ci dice cosa non fare. “L’occidente ha sbagliato direzione”, gli Stati Uniti più di noi: vogliamo ancora scimmiottarli in tutto e per tutto o avviare una revisione dei nostri stili di vita? Un celebre pubblicitario , lo svizzero Frederic Beigbeder, citato nel Manifesto, afferma: “Sono un pubblicitario. Farvi sbavare è la mia missione. Nel mio mestiere nessuno desidera la vostra felicità perché la gente felice non consuma”.

Piera Lombardi

Stefano Bartolini, Manifesto per la felicità, Donzelli Editore, 2010, pp. XIV-306, € 18,00

con prefazione di Enrico Giovannini

Verbale Direttivo 24 luglio 2012

Presenti Direttivo: De Battisti, Aprà, Carella, Dionisi, Frasson, Michieli, Vianello E., Zanetti.

Membri di dirittoPozzobon (Tesoriere), Ghezzo (Capogruppo).

Assenti Direttivo: Ballarin, Cassani, Chiosi, Giada, Leo (G), Milani, Plevani, Poiana, Povolato (G) Reither, Valente.

Responsabile Verbale: Michieli

Direttivo di martedì 24 luglio 2012, ore 21-23

De Battisti introduce l’odg:

  1. verifica incontri fatti con gli Assessori comunali;

  2. aggiornamenti sulla sede;

  3. disponibilità a preparare i prossimi incontri;

  4. tesseramento.

Pozzobon giudica gli incontri con gli amministratori positivi, anche se permangono perplessità sulla gestione politica della vicenda Palazzo del Cinema e dei Congressi, ed invita il Direttivo e il Circolo ad incalzare il Comune sulle problematiche del Lido, per avere delle risposte e fugare dubbi, anche personali, sulle operazioni avvenute sul territorio. Ha sottolineato inoltre la necessità di comprendere le intenzioni della Biennale, poiché non si capisce il suo ruolo nella vicenda: si deve perciò fare chiarezza anche da questo punto di vista. Per le prospettive future, rilancia l’idea dell’incontro con Treu e Serracchiani sul lavoro, ma chiede anche che si possa discutere degli scenari successivi al governo Monti.

De Battisti chiarisce che da settembre vorrebbe che si riuscisse ad organizzare una serie di incontri in continuità con quelli precedenti.

Zanetti afferma che gli incontri siano state delle iniziative positive. Per quanto riguarda la qualità, ritiene buono l’incontro con Mognato sulla politica nazionale, mentre ha espresso delle riserve su gli incontri con Maggioni e Ferrazzi, il primo per motivi di poca chiarezza da parte dell’assessore, il secondo per l’inopportunità di presenziare con i funzionari comunali. Ha verificato inoltre come vi fossero delle incongruenze su alcune affermazioni degli assessori. Ha sostenuto inoltre la necessità che il Direttivo e il Circolo prendano delle posizioni chiare sulle varie questioni aperte, poiché il circolo si esprime troppo poco. Cita l’esempio della Favorita che, nonostante le parole del Sindaco, è tra le aree che il Comune ha messo in vendita. Ritiene che il Circolo sia troppo al seguito degli eventi.

Vianello E. ha apprezzato gli incontri, in particolare il dibattito sulle questioni politiche nazionali con Mognato, più per il dibattito interno che per la qualità del discorso del segretario provinciale, che non ha detto nulla di più rispetto a quello che già si sapeva. Rileva che effettivamente vi sia una mancanza generale da parte del partito sul posizionamento rispetto a varie questioni: serve perciò più confronto, soprattuto interno, con più assemblee.

Dionisi apprezza il metodo degli incontri con gli assessori, dato il personale interesse per le questioni locali. Si trova d’accordo con Pozzobon sulla necessità di ottenere chiarimenti per non rimanere col cerino in mano sulle questioni più rilevanti. Si devono perciò fare più incontri, in modo da stimolare maggiore discussione.

Michieli concorda sulla positività degli incontri avvenuti. Si sofferma sulla necessità, rilevata da Zanetti, di avere delle posizioni chiare, disponibili e consultabili sulle principali questioni del territorio, anche per favorire una migliore comunicazione esterna. Ritiene inoltre che nella programmazione dei lavori del circolo debba mettersi all’odg l’approvazione del Regolamento interno da parte degli iscritti.

Aprà giudica gli incontri positivi e ritiene che siano necessarie più assemblee per favorire la discussione e il confronto. A tal fine ritiene che la soluzione della questione sede sia fondamentale, se non indispensabile. Invita quindi a pensare nuovi incontri pubblici e ad approvare al più presto il Regolamento: il Circolo deve rafforzare la base e lo deve fare garantendo spazi di discussione su varie tematiche. In quest’ottica, suggerisce la necessità di un incontro sulla questione scuola e dimensionamento, poiché oggetto di forzata revisione da parte del Comune, dopo la recente sentenza della Corte Costituzionale. In questo può essere utile anche lo stimolo proveniente dal Gruppo Intercircoli sulla Scuola, che organizzerà per settembre un dibattito sulla valutazione e la formazione degli insegnanti.

Frasson esprime una qualche difficoltà a seguire le attività del Circolo: non sente coinvolgimento sulle varie questioni in campo. In parte questo è determinato dalla scarsità di incontri interni al Circolo per discutere delle varie problematiche: la mancanza di momenti di confronto vis-à-vis non può essere sostituita dagli scambi via mail.

Carella ritiene gli incontri positivi, in particolare quello con Mognato, soprattutto per il dibattito che all’interno del circolo si è sviluppato. Si complimenta inoltre con il segretario De Battisti per il buon lavoro di pressione su Mognato e Marchese per ottenere la sede.

Ghezzo ritiene utili gli incontri con gli amministratori e in taluni casi di una qualche rilevanza, in particolare l’incontro con Mognato, soprattutto per il buon livello del dibattito che si è generato tra i partecipanti. Tuttavia, gli incontri con gli assessori non avevano solo scopo informativo ma puntavano anche a consigliare l’amministrazione comunale su alcune vicende: da questo punto di vista si ritiene deluso dagli interventi, poiché in alcuni casi caratterizzati da reticenza e fumosità. Ferrazzi sembrava avere timori di possibili domande e si è presentato con un supporto; Maggioni ha avuto difficoltà soprattutto nella parte finale del dibattito; Mognato in sé è stato poco stimolante, ma il circolo ha dimostrato di sapere stimolarsi da sé, con la discussione successiva.

Sulla questione Regolamento, suggerisce di approvare una norma transitoria che abbassi il quorum dei votanti, qualora per due votazioni consecutive non si riesca a raggiungere la soglia della metà più uno degli iscritti. Il Direttivo concorda sulla posizione espressa da Ghezzo.

Sugli aspetti legati alle posizioni del Direttivo, in particolare per la comunicazione esterna, suggerisce di aiutare chi gestisce gli account facebook e il blog (Michieli) qualora vi fossero delle difficoltà nel fornire delle risposte ai problemi e alle domande che gli utenti pongono via web. Suggerisce inoltre di recuperare i vari documenti che il Direttivo ha prodotto sulle questioni e di pubblicarli on line. Per il futuro, auspica che il Partito esca anche dal dibattito interno e si confronti in spazi pubblici con i cittadini: a questo fine la ricerca del Segretario di un possibile incontro col Sindaco dopo le vacanze può rappresentare una buona occasione per un incontro pubblico; inoltre con l’approssimarsi delle elezioni politiche suggerisce anche la possibilità di organizzare un incontro con un membro della Direzione politica nazionale.

In preparazione dell’incontro col Sindaco, Frasson suggerisce l’elaborazione di un documento di sintesi sulle posizioni del Circolo sulle varie questioni. Ghezzo dice che il documento esiste ed è il programma del 2010. Zanetti chiede che su alcune cose si verifichi se sono necessari degli aggiornamenti rispetto al programma 2010. Ghezzo ritiene che per studiare un aggiornamento sia necessario coordinarsi con il livello comunale del partito, poiché su queste cose il circolo non può decidere da solo. Michieli propone che in vista dell’incontro col Sindaco, e prima di un possibile incontro con il livello comunale del partito, un gruppo di persone del Direttivo si incarichi di elaborare la sintesi delle posizioni e di aggiornarle, qualora fosse necessario.

Il Segretario affronta quindi la questione della sede, poiché è riuscito a portare il segretario provinciale Mognato e Giampiero Marchese (Fondazione Rinascita) a visitare la possibile sede, situata presso Sant’Ignazio, al semaforo di via Sandro Gallo. Vi sono buone probabilità di raggiungere un buon risultato. Al circolo viene chiesto tuttavia dal Provinciale di assumersi gli oneri della gestione della futura sede.

Si da mandato, quindi, al Segretario di:

  1. organizzare un gruppo di persone ed elaborare un documento di sintesi e di aggiornamento rispetto al programma del 2010, in vista di un futuro incontro con il partito comunale e con il Sindaco;

  2. portare avanti con forza, come sta facendo, la questione della sede, affermando l’impegno del Circolo in questa direzione;

  3. supportare, assieme ai componenti del Direttivo e della Municipalità, la gestione dei contenuti web;

  4. inserire la norma transitoria proposta da Ghezzo nel Regolamento.

Si chiude il Direttivo.

Allegato:

Contributo scritto di Povolato (26 luglio 2012)

Per restare nel merito, sono tra i soddisfatti degli incontri con gli amministratori, anche se non si possono nascondere alcune incongruenze tra quanto detto e ciò che è stato deliberato, tanto per fare due esempi, Palazzo del Cinema e Galoppatoio; anche se dobbiamo mettere nel conto comprensibili cautele e deficit di conoscenza (speriamo…) all’interno della giunta. Il ruolo del Circolo e comunque di una rappresentanza forte del PD nel territorio è una cosa che dobbiamo costruire nel tempo, abbiamo semplicemente messo un altro mattone…è uno spazio che ci dobbiamo conquistare con determinazione ed intelligenza, passo dopo passo.

Sulla sede, ero presente al sopralluogo, e al di la del fatto che l’acquisto di quel locale a Cà Bianca (sarebbe perfetto!) vada a buon fine, ho colto l’impegno del segretario provinciale Mognato e di Marchese a finalizzare il lavoro instancabile del Segretario De Battisti. Resta inteso che poi dovremo sentirci tutti più responsabili nel sostenere economicamente i costi con iniziative, etc.

Per i prossimi incontri, credo che la priorità vada data ad un incontro con il Sindaco e il Presidente della Biennale, per definire il nuovo assetto di Lido Pellestrina, valutando elementi certi nella definizione degli impegni del Comune con Est Capital; e se serve elaborare un piano B o forse C se salta tutto… Pensavo anche ad un volantino da distribuire durante la Mostra.

Sul Blog devo dare atto a Michieli che sta facendo un lavoro egregio, gli avevo promesso un mio contributo e spero di poter contribuire a breve, magari dopo un incontro ristretto in cui definire modalità, contenuti, etc. In estrema sintesi lo strumento è per definizione un luogo di massima apertura con i pro e i contro che ne conseguono. Per i temi più sensibili e caldi, suggerisco di affiancare a margine tutti i documenti (e ci sono!) prodotti dal circolo.

Per il tesseramento mi rendo disponibile da subito ad organizzare entro ottobre un evento di grande apertura (Avanti i giovani!) con focus su temi di “rottura” e “discontinuità”, ad esempio su: riduzione costi politica, rinnovamento classe dirigente, candidature scelte democraticamente se non si fa una nuova legge elettorale”.

Sui dipendenti comunali e la trasparenza dei dati

La questione appassiona soprattutto in tempi di tagli e di fronte alla possibilità ventilata dai sindaci di non poter pagare gli stipendi per agosto. La vicenda mi ha incuriosito e ho deciso di verificare quanto fossero i dipendenti comunali per abitante nel comune di Venezia, con la possibilità di compararne la quantità con altri comuni italiani e europei, visto che effettivamente il benchmarking è utile, al fine di capire se vi siano altre logiche che caratterizzano il numero di dipendenti di cui un comune dispone.

Di seguito però non troverete né dati né altro che possa aiutare a capire meglio. Ero partito con l’idea di parlare di efficienza del sistema dell’amministrazione comunale e delle partecipate e invece devo affrontare la questione della trasparenza. Proprio così. Perché trasparenza non significa soltanto rendere disponibili in internet l’albo pretorio come stabilito dalla legge. E comunque a Venezia non sono accessibili le determine dei dirigenti comunali, nonostante anche il Ministero dell’Interno si sia espresso in questo senso: non lo assolve, ma è vero che Venezia è in buona compagnia, anche altri comuni sono nella sua situazione. L’accessibilità ai dati e la possibilità di utilizzarli è di fondamentale importanza per la discussione pubblica: “discutere per meglio deliberare” non costituisce un corollario del principio della trasparenza a cui sono tenuti gli uffici pubblici, ma ne è uno dei pilastri. Senza trasparenza non vi è responsabilità, senza responsabilità non vi è fiducia nelle istituzioni, senza fiducia si distrugge la legittimità dell’azione pubblica.

In internet si trovano parecchie informazioni sui dipendenti dei vari comuni, ma sono spesso informazioni di seconda mano, non verificabili. Molto spesso non consentono di ricostruire il dato. Spesso non vengono conteggiati i dipendenti delle municipalizzate. E ancora più frequentemente non è accessibile il numero dei dipendenti delle municipalizzate.
Come si pretende di stimolare il dibattito pubblico se ai cittadini non viene consentito di accedere ai dati? Me lo chiedo soprattutto per il Comune di Venezia, che ha una tradizione nel campo della maggiore trasparenza.

Segnaliamo anche la situazione del sito del Commissario al Palazzo del Cinema: non sono più accessibili i suoi contenuti (decreti legge, ordinanze, verbali delle conferenze di servizio) e serve una password per accedervi. Provateci.

Confidiamo che sia una svista e che si sanerà al più presto la situazione.

Marco Michieli, membro Direttivo Circolo Lido-Pellestrina

Il Veneto non “approfitta” dei fondi UE

Pubblichiamo con piacere i primi risultati dell’Osservatorio sulla spesa del Consiglio regionale sull’utilizzo dei fondi strutturali da parte della Regione Veneto. Un’occasione che l’UE ci mette a disposizione ma che il Veneto non riesce ad utilizzare.

“Il Veneto, tra il 2007 e il 2011, ha complessivamente attratto dai Fondi europei a gestione comunitaria 267 milioni di euro, il 6% di quanto ottenuto dalla Regione francese dell’Ile De France, un quarto di quanto si è assicurata la Lombardia e meno di un terzo di quanto conquistato dall’Emilia Romagna. E’ uno dei dati che emergono da una ricerca condotta dall’Osservatorio sulla spesa del Consiglio regionale, incaricato dalla commissione speciale “per le relazioni internazionali e i rapporti comunitari”, presieduta da Nereo Laroni, di effettuare una ricognizione sui flussi di finanziamento erogati da Bruxelles nel quinquennio 2007-2011. La ricerca si è basata sull’analisi del data base del Sistema di Trasparenza Finanziaria della Commissione Europea, mentre il monitoraggio è avvenuto mettendo a confronto il Veneto con altre Regioni e aree italiane ed europee assimilabili per assetto socioeconomico come Ile de France, Paesi Bassi, Nord Reno-Westfalia, Austria, Lazio, Baviera, Sud est Inghilterra, Danimarca, Baden Wurtebnerg, Regione di Stoccolma, Catalogna, Lombardia, Toscana, Piemonte, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia. I risultati della ricerca sono stati illustrati a palazzo Ferro-Fini dal Presidente della commissione Nereo Laroni, dal presidente della commissione Bilancio Costantino Toniolo e da Franco Bonfante, vicepresidente del Consiglio regionale referente per l’osservatorio sulla spesa. Dai dati risulta che il Veneto figura agli ultimi posti per tutti gli indici di performance utilizzati (valore delle risorse attratte sulla popolazione residente, valore delle risorse sul PIL e numero di leader/coordinatori di progetti) ed evidenzia che, poiché i fondi tematici riguardano soprattutto la ricerca e la tecnologia, il ritardo del Veneto assume connotati preoccupanti nell’ottica della capacità futura del Sistema di far fronte alla competizione internazionale. “Con questi dati – ha premesso Laroni nel presentare la ricerca – non vogliamo alimentare assolutamente alcuna polemica, ma solo tentare di far emergere delle carenze, che per altro sono riconducibili sia alla parte pubblica, sia a quella privata, che sono alla base di questo nostro ritardo e su queste, tutti insieme, trovare delle soluzioni nell’interesse del Veneto e della sua economia. In termini generali su queste tematiche – ha poi sottolineato – è il nostro paese ad essere arretrato rispetto agli altri paesi europei. Sullo specifico veneto è il sistema produttivo, per lo più medio piccolo, a non essere attrezzato e a non avere la capacità strutturale per partecipare ai bandi europei. Ecco quindi – ha poi illustrato – che sarà necessario operare su tre livelli: ripensare all’Ufficio di Rappresentanza di Bruxelles per renderlo un vero punto di riferimento per aziende ed enti; creare uno strumento di assistenza tecnica nello studio dei bandi e nella preparazione dei progetti europei; creare le premesse, a livello politico, per intervenire prima dell’emanazione dei bandi, avere cioè la capacità di interagire con le strutture della Comunità per indirizzare le scelte verso obiettivi di interesse per i nostri territori. “Non siamo qui per fare polemiche, – ha ribadito Bonfante – ma solo per colmare un gap che penalizza tutto il Veneto. I dati ci dicono, infatti, le potenzialità che hanno i finanziamenti europei e quale occasione rappresentano per il Veneto. E’ necessario quindi fare rete con le università, le associazioni con gli enti e con le Società della Regione come Veneto Sviluppo, Veneto Innovazione e Veneto Nanotech. E’ una partita troppo importante – ha concluso Bonfante – per perdersi in contrapposizioni politiche”. Anche per Toniolo è necessario mettere in campo strategie concrete per fare sistema, innanzitutto tra Giunta e Consiglio e per dare assolutamente risposte ai Veneti”.

dal sito della Regione

Qui trovate il video dell’intervista a Bonfante, Pd (e Laroni, Pdl)