Speciale “Letture per il week-end”: la Carta di Intenti del PD

Oggi uno speciale “Letture per il week-end”, tutto centrato sulla Carta di Intenti lanciata pochi giorni fa dal Segretario Nazionale Bersani. Ecco di seguito alcuni articoli di riflessione sui contenuti:

Postiamo anche l’opinione di alcuni iscritti che, come richiesto dal segretario provinciale Mognato, hanno voluto esprimersi sulla vicenda. Il primo è di Marco Zanetti, direttivo del Circolo, l’altro è di Marino Chiozzotto. Buona lettura!

Zanetti: “Nel complesso dò una valutazione senz’altro positiva sulla Carta d’Intenti di Bersani e dello sforzo che si sta facendo: le coordinate generali insomma mi stanno bene; tralascio le lodi su alcune questioni di rilievo (legge di attuazione dell’art. 49 Cost., ecc.) e faccio piuttosto tre osservazioni critiche sui dettagli:
1. al cap.4 si fa cenno ad un piano straordinario per la diffusione degli asili nido; può essere un refuso, spero si intendesse scuola dell’infanzia/scuola materna; se invece si intende propio un piano per gli asili-nido (0-2 anni) la cosa mi inquieta per più motivi: a) credo che scientificamente sia pacifico che in quella fascia d’età per i bambini sia certamente preferibile il contatto diretto di accudienza genitoriale, famigliare, della famiglia allargata; b) l’asilo nido va visto come risorsa certamente necessaria, ma preferibilmente come ultima ratio, non certo per andare incontro alle comodità di genitori più attenti ai propri interessi che a quelli dei figli; c) con che risorse poi? Sappiamo bene quanto costano gli (ottimi) asili nido nel nostro comune! non converrebbe piuttosto investire maggiormente sulle misure di flessibilità sul lavoro per i genitori (già avviate, se ben ricordo, dal non abbastanza rimpianto Governo Prodi?) incentivare qualche servizio di accudienza in  casa (qualificato, non in nero, scaricabile sulle imposte, ecc.)?
2. al cap.7, sullo sviluppo sostenibile si gioca un po’  troppo sulle parole (lo stile retorico di Bersani qui non c’azzecca); il termine “sviluppo sostenibile” ha un significato preciso in letteratura scientifica e se vogliamo, anche in legge (Testo Unico Ambientale, art. 3-quater), non possiamo, come Pd dargli un significato diverso. Non possiamo, soprattutto, mettere nel capitolo “sviluppo sostenibile” svariati buoni, ottimi, propositi in tema di economia e politiche industriali, senza nulla scrivere però sulla sostenibilità (insostenibilità) del processo di sviluppo, del consumo di territorio e di beni comuni in corso e delle contromisure che occorre prendere!
3. al cap.5, c’è un cenno al Mezzogiorno; credo non sia mancato in nessun nostro programma, neanche in quelli del Pci e della Dc dal dopoguerra in poi; la mia preferenza sarebbe per mettere al centro dell’agenda dell’uguaglianza non tanto una parte del Paese, ma piuttosto “tutto il sistema delle autonomie della nazione”; tanto più che in questo momento il governo sta imponendo passi affrettati (a mio avviso scondiderati e devastanti) riguardo al sistema degli enti locali (come se ridurre in questo modo le province potesse convincere i mercati finanziari della nostra serietà!)”.
Chiozzotto: “Oggi, in spiaggia, così possono i pensionati del Lido, mi sono letto – molto attentamente – il documento “Italia. Bene Comune”. Mi sono annotato: 1) mentre ho intuito chi sono i Democratici, non ho capito chi sono i progressisti anche perché, solo alla fine del punto 3 (pag.8) si fa cenno alla possibilità di alleanze con “le forze del centro moderato. Poi, alla fine, (pag. 14) si fa cenno all’impegno ad “un patto di legislatura” con forze liberali, moderate e di Centro”; 2) complessivamente il documento mi pare “aria fritta”. Anzi, “aria lessa” che comunque è meno saporita di quella fritta; 3) bene l’analisi che individua responsabilità della politica: “vogliamo chiudere una pagina per aprirne un’altra” anche se non è chiaro di intendere come; 4) pag.4 “”zavorra di un debito pubblico da ridurre drasticamente”. Ok. Ma non sarebbe ora di far conoscere a chi ci vota in quale modo? Io ritengo riducendo DRASTICAMENTE la spesa; 5) che l’Europa ci debba aiutare a risolvere i problemi lo ritengo giusto, ma non deve essere un paravento per coprire la nostra incapacità a fare le scelte necessarie anche se occorre coraggio; 6) giusta la frase …”usare il consenso per governare bene e non il governo per aumentare il consenso”… ma non deve essere letta come una critica agli altri, anche noi abbiamo gravi responsabilità, soprattutto a livello locale; 7) giusta la critica al “mercato senza regole” ma noi, quali regole vogliamo mettere al mercato? Chi ci vota ha diritto di saperlo o deve votarci in fiducia?; 8) Ok al concetto che la crisi della democrazia si combatte con più democrazia e il rispetto delle regole; ma, anche qui, cosa intendiamo? Quale democrazia abbiamo al nostro interno? Quella del dialogo tra sordi?; 9) lotta decisa all’evasione fiscale: ok. Ma con quale proposta? Il Partito a livello locale si è accorto delle pene d’inferno patite da un cittadino del Lido che “si è azzardato” a denunciare un barbiere evasore e non ha trovato alcun appoggio morale né dal nostro Partito né dalle Istituzioni (Municipalità e Comune)?; 10) Salvare L’Euro, Salvare l’Europa, Fondare gli Stati Uniti d’Europa. Ok; 11) cosa vuol dire che non c’è più l’antagonismo classico tra impresa e operai? Forse che, finalmente, rompiamo con la Cgil e pensiamo a forme di cogestione? Se così fosse sarei d’accordo. In ogni caso, il nostro Partito deve cominciare a porsi l’obiettivo di tutelare il cittadino e non il cittadino nell’ambito della sua corporazione. In quest’ultimo modo, rivendicherà all’interno della sua corporazione tutto ciò che gli viene negato al di fuori. E’ questo che non funziona nel nostro Paese: la tutela dei diritti dei cittadini che spetta ai Partiti garantire. I Sindacati sono altra cosa; 12) sul punto 5, “Uguaglianza”, è da molto tempo che non capisco come possa essere successo in un Paese che, con i più potenti Sindacati (15.000.000 di iscritti?) si sia potuta realizzare la maggiore disuguaglianza del mondo occidentale. In questi anni abbiamo dormito? Con quale proposta vogliamo risvegliarci? “A questo punto bisogna finalmente mettere argine”. Come? Combattere sprechi e inefficienze. Ok. Ma non sarebbe il caso di fare qualche esempio? Chi ci sta ci sta?; 13) Sul sapere sono d’accordo ma non ho capito il concetto di “corpo insegnate sottopagato”. Forse che il PD pensa ad aumenti di stipendio generalizzati? Sulle riforme inconcludenti e contraddittorie noi da quale parte stavamo?; 14) Sviluppo sostenibile, ok; 15) su “Beni Comuni” abbiamo accantonato le liberalizzazioni? Ci teniamo le inefficienze derivanti da rendite di posizione come Actv ecc.? Ma ci crediamo o no alla concorrenza nell’interesse del beneficiari del servizio?; 16) ”A sua volta l’autogoverno locale deve offrire spazio e occasioni alla sussidiarietà, alle forme di partecipazione civica, ai protagonisti del privato sociale e del volontariato”… Ma perché a dimostrazione di questa proposta non cominciamo dove già governiamo? Possiamo essere creduti sulla fiducia se quello che facciamo dove “governiamo” è l’esatto contrario di ciò che proponiamo?; 17) Si a regole e impegni vincolanti per i futuri eletti ma non condivido le primarie di coalizione a meno che ogni partito non partecipi con un solo candidato premier; 18) sulle questioni “Diritti” ritengo sufficiente che non si confonda la politica con la fede religiosa che appartiene ai credenti. Avrei preferito che ci fosse anche un capitolo (9/bis Doveri dei cittadini); 19) lascio per ultima la questione dell’attuazione dell’art. 49 della Costituzione che attendo da sempre.
Il documento conclude con …”apriremo bene gli occhi e ascolteremo”….. Io, una volta, riuscivo a esporre e sostenere tra la gente le scelte del mio partito. Ora mi trovo sempre più difficoltà. Prova tu a spiegare qual è la posizione del PD sui 40 milioni di € spesi per fare un buco davanti all’ex Casinò e una decina per fare un bruttissimo pontile a S.M.Elisabetta con 48 tornelli che costano 13.000 di euro l’uno. Oppure, prova a convincerli sui vantaggi per la collettività ottenuti con la svendita l’ex OaM e con lo stato di abbandono in cui si trova il bene comunale. Prova a convincerli sulla necessità di spendere oltre 13 milioni di €  per impedire agli abitanti del Lido di fare l’interscambio gomma acqua in un terminal. Prova a spiegare il perché della vendita del Parco della Favorita. Prova a spiegare per quale ragione le tariffe d’abbonamento del Ferry-Boat sono aumentate del 40% peggiorando il servizio che non ha oneri per la collettività. Chiedo troppo se gradirei tornare ad essere entusiasta delle scelte del mio Partito e dell’Amministrazione nella quale il mio Partito è (dovrebbe) essere forza trainante. Chiedo troppo se, finalmente, si avviasse una bella analisi sui disastri che Massimo Cacciari ha causato alla Città e al Partito?”
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