“I Padroni del Veneto”

Forza economica ma nano politico: è la desolante definizione data del Veneto da Sergio Romano, editorialista del “Corriere della Sera”. È drammaticamente vero, spiega Renzo Mazzaro, autore di “I padroni del Veneto”. Lo spiega ricostruendo gli ultimi vent’anni di politica veneta in mano a una classe politica locale suddita di interessi altrui. Vent’anni fa il Veneto era il principale bacino di voti per la Democrazia Cristiana. Con la fine della Prima Repubblica e il trionfo della Lega sembrava che il leone di San Marco potesse tornare a ruggire. Ma non è stato così. Il Veneto è l’unica regione europea più ricca della Baviera ma con una politica locale deludente e priva di spessore. L’autore scopre le ragioni del suo fallimento nella storia politica recente, nel suo malaffare, nelle piccole ambizioni e nei grandi interessi economici di un governo suddito di profitti altrui. Prima con Giancarlo Galan, appeso al consenso di Silvio Berlusconi e franato con lui, poi con Luca Zaia, giovane e rampante, ma incapace di smarcarsi dai diktat di Bossi e della Lega lombarda. La stessa classe imprenditoriale, con nomi famosi in tutto il mondo, non è stata capace di darsi una rappresentanza nazionale adeguata, non è andata oltre il successo sui magazine e in alcuni casi, come quello delle fusioni bancarie, il risparmio dei cittadini veneti e la gestione della finanza sono stati portati altrove. Il risultato è un territorio distrutto da uno sviluppo caotico, crisi sociale, crollo economico. Scrive il giornalista Piero Erle: «il titolo del libro di Mazzaro ha due facce. Perché da una parte è vero che ci sono tutti, i volti noti del Veneto di questi venti anni. Ma dall’altra è altrettanto chiaro, nel dipanarsi delle vicende politiche ed economiche che via via Mazzaro far rivivere agli occhi del lettore, con un ricchissimo patrimonio di “dietro le quinte”, che il filo rosso della storia pare un altro: il potere, quello che ha determinato le svolte e le scelte da veri “padroni del Veneto”, non è qui, ma altrove». Una possibile via di scampo è quell’unica risorsa sempre presente nel DNA veneto: la capacità imprenditoriale. Una sorta di molla che non si schiaccia mai. “Sembra una frase fatta, aria fritta. Invece rinvia ai fondamentali: è la molla dentro, se ce l’hai, che ti tiene in piedi quando tutto crolla attorno”. Una potente risorsa individuale, che dovrebbe essere al servizio di un riscatto collettivo.

Renzo Mazzaro, I Padroni del Veneto, Laterza, 2012, pp.298, €16

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