La disputa sulla Laguna fra Alvise Cornaro e Cristoforo Sabbadino

La storia della protezione della Laguna e della città di Venezia è stata nel tempo soprattutto lo scontro persistente tra differenti idee sull’assetto territoriale del fragile equilibrio della Laguna di Venezia. Oggi come cinque secoli fa. Vale la pena ricordare la disputa tra Alvise Cornaro e Cristoforo Sabbadino. Tra la prima e la seconda metà del Cinquecento, il Cornaro, scrittore, mecenate e proprietario terriero veneziano, fu il sostenitore di un progetto che mirava a deviare il corso del Brenta per scongiurare il pericolo di interramento della laguna di Venezia e a chiudere la città in se stessa separandola dal mare, con una sola bocca di porto verso l’Adriatico: l’obiettivo del Cornaro era evitare che l’acqua salsa danneggiasse le coltivazioni dei terreni di recente riscattati dalla palude, ma soprattutto, in nome degli interessi agricolo-imprenditoriali che difendeva, mirava ad attuare una politica di estensione verso la terraferma veneziana. Il Sabbadino, invece, fu proto all’esame della Laguna, uno dei tecnici al servizio della Magistratura alle Acque, istituita a Venezia agli inizi del Cinquecento. Sabbadino avallò la deviazione del fiume Brenta, come proposto dal Cornaro, ma si oppose alla chiusura della laguna poiché riteneva che il problema reale fosse lo scavo della laguna e dei canali. Propose quindi di riutilizzare i fanghi estratti per l’ampliamento urbano di Venezia, in tal modo la città si espanderebbe, anziché rinchiudersi in se stessa. Prevalse la visione di Sabbadino e l’idea di una città non al servizio di interessi contingenti: quello che emerse chiaramente era la presenza di visioni politicamente e strategicamente diverse sulla città, che in momenti diversi della storia della città riemergono.

Cinque secoli dopo lo scontro è ancora vivace: dalla distruzione delle barene allo scavo dei grandi canali di navigazione, come il canale dei petroli; dall’interclusione di ampi spazi lagunari, per la creazione di valli da pesca, alla crocieristica nella città e alla creazione di isole artificiali, come è accaduto con il Mose. La domanda è sempre la stessa: quali sono le esigenze di una città come Venezia e come far coesistere tali esigenze con l’ambiente circostante, quando l’ambiente circostante ne costituisce un elemento imprescindibile della sua natura?

Annunci

4 thoughts on “La disputa sulla Laguna fra Alvise Cornaro e Cristoforo Sabbadino

  1. Grazie per quella che non è una mera, dotta, citazione storica, ma un più che opportuno invito a esaminare con visione strategica le possibili alternative in campo.
    Troppo facile mettere a confronto analogie o differenze tra strumenti, pratiche e politiche di allora e di oggi, ma qualche suggestione aiuta sempre. Intanto, per declinare qualche problematica ambientale sul territorio del nostro Circolo, segnalo tre questioncine emblematiche sulle quali anche come Circolo dovremmo calarci (se politicamente vogliamo esistere come realtà locale):
    1) il progetto del Palais Lumière a Marghera, che se realizzato si vedrebbe anche dal Lido;
    2) il progetto di una nuova darsena agli Alberoni;
    3) il Piano di Recupero dell’ex Colonia di Ca’ Roman, a Pellestrina, approvato dalla Giunta e tornato alle cronache nei giorni scorsi.
    Qualcuno si è già mosso per, rispettivamente, segnalare la necessità di appropriate valutazioni ambientali, per presentare osservazioni, per chiedere l’annullamento del piano di recupero. Per chi volesse informarsi, i relativi materiali sono in rete su http://www.unaltrolido.com (cliccare sul riquadro giallo in home page per “le nostre attività”).
    Marco Zanetti

    • Grazie Marco, il senso del post era proprio quello che giustamente hai osservato. I Cornaro e i Sabbadino ci sono ancora oggi. E dovrebbero confrontarsi. All’epoca dalla loro disputa ne uscirono maggiori tutele per la città e l’ambiente circostante.

  2. Quello che è certo è che la visione del Sabbadino ci ha portati fin qui, con la città più bella del mondo che tutti noi dovremmo sentire l’obbligo di conservare.
    Che fosse il caso oggi (2012) di sviluppare la visione di Cornaro e vedere come va a finire?
    Daniela.

    • Si è vero, sicuramente la città meriterebbe un dibattito franco e aperto, per definire la Venezia da qui a cinquant’anni. E questo sarebbe utile proprio ai partiti (e tra questi al nostro, principalmente, che governa la città), visto che non riescono a raccogliere tutti gli stimoli che provengono dalla società civile (per quanto il termine sia abusato).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...