Lungomare Marconi, quale futuro?

Il progetto di rilancio del lido attraverso la partnership pubblico-privato si è trasformato negli anni e sotto gli occhi di tutti, da illuminata visione a coacervo di incertezze.

Senza riproporre un’analisi degli eventi che tutti noi conosciamo, vorrei portare all’attenzione l’ultimo capitolo della saga in ordine di apparizione sulla stampa locale (vedi Nuova Venezia del 27/08/2012).

Il tema è la riqualificazione del lungomare Marconi, intervento già proposto da EstCapital come opera di compensazione del plusvalore ottenuto dalle varianti urbanistiche sul Lido. L’operazione, giustificata se nell’ambito del progetto di generale riqualificazione dell’area del Palacinema e del suo collegamento con il Gran Viale, molto vantaggiosa come onere per la cordata di Mossetto che come contributo alla collettività si sarebbe regalato un nuovo accesso e biglietto da visita per i suoi stabilimenti balneari, appare oggi meno impellente per i due soggetti alla luce dell’attuale sostanziale fallimento dell’operazione di rilancio dell’isola. Il comune infatti, per bocca del sindaco Orsoni, annuncia in accordo con EstCapital di voler monetizzare l’intervento, accollandosi l’onere della realizzazione in un futuro non ben delineato per un importo di 15 milioni di euro. Curioso intento da parte del comune, dal momento in cui nella delibera di giunta 672/2011 si esplicita che la riqualificazione dei lungomari non è tra gli interessi dell’amministrazione.
Questo comunicato, oltre a ribadire la confusione imperante, riporta in primo piano anche la questione della congruità delle compensazioni come già rilevato da Jacopo Molina in una sua interpellanza che chiede ragione di inspiegabili ribassi accordati dal comune agli oneri in capo ad EstCapital.
Ritengo opportuno che il circolo, in vista dell’imminente prossimo incontro, chieda al sindaco di

  • chiarire l’ammontare effettivo della monetizzazione del beneficio pubblico,
  • se intende realmente perseguire il restyling dei lungomari
  • e in caso contrario come pensa di adoperare le risorse incamerate.

Nel caso in cui si procedesse alla realizzazione degli interventi annunciati occorre drizzare le antenne e verificare che le eventuali scelte progettuali siano congruenti a quanto disposto nel biciplan che giace stanco, (ap)provato e non finanziato in un cassetto…. che volendo potrebbe far rima con Mossetto.

Nicolò Reither, Direttivo Circolo

P.S.: i dubbi di Reither sono rafforzati dall’articolo del Gazzettino del 17 agosto, dato che si dovrebbero sottrarre i soldi dei lavori del Lungomare agli 11 milioni che, secondo la stampa, dovrebbero essere introitati alla fine dal Comune dall’operazione vendita ex-Ospedale al Mare. Aggiungiamo anche il contributo di Marco Zanetti, un altro componente del direttivo del Circolo: Bilancio e sintesi operazione ex-OaM-NPCC.

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