“La nostra voce”

Il punto di partenza è la constatazione che la politica è sempre più schiava dei sondaggi che però sono sempre meno attendibili e sempre più manipolabili.

“Il sondaggio registra quel che la gente pensa quando non pensa”. L’obbiettivo teorizzato da Fishkin, noto politologo americano – è quello di costruire sempre più gruppi di cittadini informati e quindi capaci di dare giudizi meditati sulle grandi questioni in modo che la loro opinione possa diventare una realistica indicazione di rotta per la classe politica. Con la diffusione dei “deliberative polling” (sondaggi deliberativi) o “antisondaggi” si potrebbero ottenere dati veritieri perché non influenzati da slogan ma fondati su valutazioni approfondite.

Secondo Giuliano Amato l’idea di Fishkin è quella “di compiere il passaggio da un’opinione grezza ad una informata e consapevole” dato che fino ad oggi i sondaggi sono stati una “raccolta di pareri fatta su un’informazione inesistente”.

James Fishkin, La nostra voce, Marsilio, 2003, pp. 200, €9,90

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