Romneide VIII puntata: strada in salita per Obama…

Più elettrizzante e incerta non potrebbe essere. Mitt Romney sorpassa Obama in alcuni sondaggi nazionali, ma il presidente mantiene il vantaggio anche se ridotto in alcuni Stati chiave. Se si votasse oggi secondo i rilevamenti comparati di ‘Five Thirty Eight’ Barack avrebbe ancora il 71,8% di possibilità. Ma non si vota oggi e 24 giorni in politica sono un tempo considerato siderale soprattutto se i flussi degli elettori americani possono spostarsi in pochi giorni anche del 12% o del 18% com’è accaduto dopo il dibattito televisivo di Denver che ha dato vigore ed energia a Romney.
Alcuni fattori rimangono chiave in una corsa che si sta ribaltando quotidianamente anche nella lotta per Camera e Senato. Un’affermata attrice di colore Stacey Dash che nel 2008 aveva votato per Obama è andata in Tv a testimoniare il suo appassionato appoggio a Romney il ‘salvatore dell’America’. Un gruppo di predicatori neri contrari alla scelta del presidente a favore dei matroni gay vogliono tornare a dare battaglia. Di certo l’elettorato femminile sembra aver ritrovato nuova simpatia per Romney da quanto ha indossato l’abito ‘compassionevole’.
Non c’è dubbio il vento in questa settimana ha soffiato decisamente in suo favore, ma domani sera col dibattito tra i due vice presidenti Biden e Ryan la musica potrebbe cambiare perché l’improvvisa svolta di ‘Mitt il moderato’ non verrà lasciata cadere e il suo giovane vice, archietto della riforma finanziaria e dei super tagli, dovrà dire come sarà possibile abbassare le tasse, mantenere alcune parti della riforma sanitaria e non aumentare il deficit.
La principale preccupazione dei democratici in queste ore, oltre a sperare che Joe Biden ottenga la rivincita contro Ryan rimane il ‘fattore entusiasmo’. Nella comunità di colore c’è stato qualche calo d’interesse per il voto e adesso la macchina dell’asinello ha acceso i motori dei bus per portare la gente a votare in anticipo evitando che il 6 novembre si faccia prendere dalla pigrizia o dal disinteresse.
Il campo di battaglia dell’Ohio è quello che vede impegnati i maggiori osservatori anche perché i repubblicani vogliono ricorrere alla corte superma per bloccare una legge esistente che consente di aprire anticipatamente i seggi tre giorni prima del voto ufficiale per evitare code ed esclusioni dell’ultim’ora com’era successo nel 2004.
Se Obama ha raccolto 15.000 persone in un campus dell’Iowa, Romney è arrivato a 12.000 in una contea dell’Ohio anche con la pioggia. Possono sembrare segnali simbolici ma anche la presenza ai raduni conta. D’ora in avanti però conterà molto dire la verità e non cambiare opinione. Può funzionare in un dibattito e diventare anche spiazzante. Romney c’è riuscito con l’abilità del venditore, ma Bill Clinton a Las Vegas l’ha beccato un’altra volta con ironia: “Pur di vincere è capace di dire qualsiasi cosa…e cambiarla il giorno dopo….non è così che si guida l’America……. I cambiamenti vanno spiegati e Romney non lo ha fatto (da quotidiano.net)

I consueti sondaggi:

Dopo il dibattito Obama ha perso circa 22 grandi elettori. La tendenza al ribasso è preoccupante. E diminuiscono le probabilità di vittoria in alcuni stati chiave, come la Florida.

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