“Breve storia dell’autobomba”

Rileggendo in modo originale la storia del secondo dopoguerra, Mike Davis in questo libro ripercorre l’uso, le trasformazioni, gli scopi di un ordigno povero che spesso ha esiti molto piú devastanti dei missili da milioni di dollari e che ha modificato totalmente l’idea stessa di guerra. Se un tempo eserciti e armamenti erano convenzionali, la maggior parte degli attuali conflitti sul pianeta hanno carattere di guerriglia e nell’autobomba l’arma piú a buon mercato ed efficace. Palestina, Libano, Afghanistan, Iraq, ma anche la Sicilia degli agguati mafiosi, nonché gli attentati dell’Ira e dell’Eta. Quale paese non si è ritrovato sotto l’assedio delle autobombe e di un nemico sempre piú difficilmente individuabile?

Da quando, nel 1920, l’anarchico italiano Mario Buda fece saltare un carro trainato da cavalli, devastando una strada di Wall Street e inventando l’autobomba, quest’arma è diventata lo strumento di morte piú semplice e micidiale del Novecento. Invisibile fino allo scoppio, capace di penetrare e sconvolgere la vita quotidiana dei civili, l’autobomba è, secondo Régis Debray, un «manifesto scritto con il sangue degli altri».

Un libro straordinario che legge la storia da un’altro punto di vista.

Mike Davis, Breve storia dell’autobomba, Einaudi, €14,50, pp.260

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