Il Fontego appare un buco che deve essere riempito

Pubblichiamo un intervento sulla Nuova di un nostro iscritto, Marco Zanetti.

Buona Lettura!

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Determine on line

Oggi siamo brevi. Dal 4 settembre sono disponibili sull’albo pretorio on line, sotto la voce “trasparenza”, le determine dirigenziali, dal numero 1691. Si tratta di un buon passo in avanti per la pubblicità degli atti, la consultazione e il loro utilizzo. Il merito va al Comune ma anche a chi ha stimolato il comune in questa direzione, sia tra i bloggers, sia nel consiglio Comunale – Jacopo Molina, PD, e Sebastiano Costalonga, PDL -.

E, su segnalazione, ne facciamo subito un utilizzo divertente: la determina 1698/2012 che dispone 1400€ per le Miniolimpiadi di Dese. Certamente una cifra irrisoria, ma speriamo che la pubblicazione delle determine on line consentano ai cittadini di verificare anche l’utilizzo di somme maggiori, magari malamente utilizzate. E in tempi di bilanci ristretti, occorre molta attenzione: il mestiere politico più difficile di tutti è fare il cittadino.

Il Canada e le città metropolitane

Il Canada è stato uno dei primi paesi in cui si siano sperimentate forme di governo “metropolitano”, inteso come governo di un territorio urbano esteso (a differenza della provincia italiana che metteva assieme porzioni di territorio urbano e “campagna”). Ciò che ha caratterizzato l’esperienza canadese è la grande libertà rispetto agli assetti del governo metropolitano: dall’attribuzione ad un centro urbano più grande di maggiori poteri, alla creazione di un nuovo governo sovra-comunale, all’attribuzione di poteri sovra-comunali ad agenzie specifiche. Perché questa complessità organizzativa? Perché la scelta di riformare e rivedere i precedenti livelli di governo locale, che pure esistevano ed esistono tutt’ora, nasceva dalla necessità di affrontare alcuni problemi di dimensione più ampia del semplice comune: ad esempio nel campo della gestione dei rifiuti, dei trasporti pubblici, della sicurezza e della pianificazione urbana di area vasta. I problemi, e la loro risoluzione, hanno determinato la struttura della cooperazione intercomunale: per questo in Canada esistono varie tipologie di configurazioni di governo sovra-comunale, perché si è lasciato che i territori scegliessero la risposta più adatta alla risoluzione dei loro problemi.

In Italia, stabilita una formula giuridica di cooperazione sovra-comunale stabile, la città metropolitana, solo recenti motivazioni di carattere finanziario hanno costretto i comuni ad avviare un processo di cooperazione sovra-comunale. E quindi ancora una volta ci chiediamo:
a) A che cosa serve la città metropolitana? A quali problemi risponde che non potevano essere affrontati dai comuni?
b) Siamo sicuri che non ci fossero altri modi per fornire una risposta a quei problemi, se non la creazione di un nuovo ente? Magari far funzionare le intese programmatiche d’area? Oppure assistere i comuni nella creazione di unioni o federazioni di comuni?

A noi sembra che la città metropolitana così congegnata metta una pietra sopra a decenni di discussioni attorno alla cooperazione sovra-provinciale tra Padova, Treviso e Venezia, che nasceva dalla necessità di affrontare alcune problematiche sovra-comunali, la gestione dei flussi in modo particolare.

Non potevano non esserci quei problemi che oggi il Sindaco Orsoni sta affrontando. Ci si chiede tuttavia perché la classe politica locale in vent’anni – dalla legge regionale 36/1993 – non sia riuscita nel tentativo di realizzare un obiettivo che pure veniva propagandato come fondamentale per la città di Venezia.

La disputa sulla Laguna fra Alvise Cornaro e Cristoforo Sabbadino

La storia della protezione della Laguna e della città di Venezia è stata nel tempo soprattutto lo scontro persistente tra differenti idee sull’assetto territoriale del fragile equilibrio della Laguna di Venezia. Oggi come cinque secoli fa. Vale la pena ricordare la disputa tra Alvise Cornaro e Cristoforo Sabbadino. Tra la prima e la seconda metà del Cinquecento, il Cornaro, scrittore, mecenate e proprietario terriero veneziano, fu il sostenitore di un progetto che mirava a deviare il corso del Brenta per scongiurare il pericolo di interramento della laguna di Venezia e a chiudere la città in se stessa separandola dal mare, con una sola bocca di porto verso l’Adriatico: l’obiettivo del Cornaro era evitare che l’acqua salsa danneggiasse le coltivazioni dei terreni di recente riscattati dalla palude, ma soprattutto, in nome degli interessi agricolo-imprenditoriali che difendeva, mirava ad attuare una politica di estensione verso la terraferma veneziana. Il Sabbadino, invece, fu proto all’esame della Laguna, uno dei tecnici al servizio della Magistratura alle Acque, istituita a Venezia agli inizi del Cinquecento. Sabbadino avallò la deviazione del fiume Brenta, come proposto dal Cornaro, ma si oppose alla chiusura della laguna poiché riteneva che il problema reale fosse lo scavo della laguna e dei canali. Propose quindi di riutilizzare i fanghi estratti per l’ampliamento urbano di Venezia, in tal modo la città si espanderebbe, anziché rinchiudersi in se stessa. Prevalse la visione di Sabbadino e l’idea di una città non al servizio di interessi contingenti: quello che emerse chiaramente era la presenza di visioni politicamente e strategicamente diverse sulla città, che in momenti diversi della storia della città riemergono.

Cinque secoli dopo lo scontro è ancora vivace: dalla distruzione delle barene allo scavo dei grandi canali di navigazione, come il canale dei petroli; dall’interclusione di ampi spazi lagunari, per la creazione di valli da pesca, alla crocieristica nella città e alla creazione di isole artificiali, come è accaduto con il Mose. La domanda è sempre la stessa: quali sono le esigenze di una città come Venezia e come far coesistere tali esigenze con l’ambiente circostante, quando l’ambiente circostante ne costituisce un elemento imprescindibile della sua natura?

Sai che c’è…riciclo!

Si è vero, oggi probabilmente avremmo dovuto parlare ancora di Palais Lumiére – l’alter ego di Galan, Franco Miracco, tra i fondatori di VersoNord lo boccia (e Vianello che dirà?) -, oppure della recente protesta davanti al Palabuco, oppure ancora di città metropolitana.  Oggi invece ci piace segnalare un’iniziativa del Comune (oh-la-la) rivolta ai cittadini con particolare sensibilità ambientale. Tempo fa, l’assessorato alle politiche ambientali ha presentato un nuovo sito web di supporto ai cittadini intenzionati a seguire uno stile di vita più sostenibile: Sai che c’è.

Il sito fornisce utili servizi, pur essendo in fase di rodaggio.

Si è interessati a sostituire le lettiere minerali dei gatti con lettiere vegetali compostabili? Ecco qua “gatti sostenibili” e la possibilità di avere una lettiera vegetale gratis.

Ancora. Si vuole essere attenti all’impatto ambientale anche quando questo va a toccare l’intimità? Ecco la coppetta mestruale sostenibile e i pannolini lavabili.

Il sito riporta i costi e i rivenditori presso cui rivolgersi, oltre che informazioni utili sul risparmio derivante da queste scelte.

All’utilità del sito si aggiunge la piacevole veste grafica, frutto del lavoro della Scuola Grafica Internazionale di Venezia. Tuttavia, grande merito va ad Achab Group, una rete di società locali che realizza campagne di comunicazione efficaci, creative e coinvolgenti e che ha saputo rendere accattivante l’iniziativa.

Vivere in maniera sostenibile non può essere soltanto uno slogan: si devono mettere in grado le persone di poterlo fare. E per poterlo fare devono conoscerne i vantaggi. Ambientali ed economici. Che il territorio del Lido e Pellestrina ne abbia bisogno è sensibilità condivisa, ma quando metteremo in condizione i cittadini di esserne informati?

Il “tecnico” Vianello

Fa sorridere che sulla vicenda del Palais Lumiére, la Torre Cardin, si intervisti l’avvocato Alessio Vianello. Fa sorridere perché viene presentato come se fosse solo un affermato professionista della città e responsabile del primo accordo sulla chimica a Marghera, quand’era assessore nella seconda giunta Cacciari. Be’ il giornalista del Gazzettino non accenna nell’intervista che l’avvocato Vianello, oltre ad essere uno dei soci fondatori dell’ex studio RBVA (ora MDA), studio legale di una qualche rilevanza a Venezia, è anche responsabile veneziano dell’associazione di Luca Cordero di Montezemolo, Italia Futura, oltre che tra i fondatori di VersoNord. Eppure iI giornalista lo sa, tanto che lo scrive poi in una piccolissima intervista a fondo pagina sulla flexicurity.

Ma l’intervento importante di Vianello è sulla torre Cardin e il giornalista non accenna minimamente ai ruoli politici attualmente ricoperti dall’avvocato. Sembra l’intervista ad un tecnico.

Gioverebbe invece ricordare all’opinione pubblica, e un giornalista dovrebbe farlo, che chi si intervista ricopre un ruolo politico attuale, non solo passato. E che gli appelli che lancia alla classe politica locale sono appelli da parte di un competitor.

E nemmeno tanto occulto, visto che è tra i firmatari del Manifesto “Fermare il declino“, in compagnia di Oscar Giannino e altri, il possibile partito di Monti, come la stampa li definisce.

A meno che non si sospetti che il quotidiano della famiglia Caltagirone non voglia tirare la volata al partito montiano.

Ma sicuramente ci sbagliamo.

Marco Michieli, membro Direttivo Circolo Lido-Pellestrina