“Il racconto del capo. Berlusconi e Sarkozy”

Francia e Italia hanno, di recente, subìto un cambio di rotta per quanto riguarda il loro scenario politico interno. Nel primo caso, l’esperienza presidenziale di Nicolas Sarkozy si è archiviata dopo il successo del socialista François Hollande; nel secondo caso, una situazione del tutto emergenziale, riconducibile principalmente alla crisi economica internazionale e alla pressante ondata speculativa pronta ad abbattersi sul nostro paese, ha fatto sì che la compagine governativa guidata da Silvio Berlusconi rassegnasse le dimissioni, aprendo di fatto la stagione dei tecnici guidata da Mario Monti. Ma i mutamenti introdotti da queste due personalità, Berlusconi e Sarkozy per l’appunto, sia all’interno del sistema politico di riferimento sia nella società civile, possono dirsi definitivamente archiviati insieme alle loro esperienze di leadership? Oppure i loro discorsi, le loro specificità caratteriali – e non solo – hanno generato degli stravolgimenti tali da non poter essere ignorati da chi è venuto – e da chi verrà – dopo di loro?

A rispondere a questi e ad altri illuminanti interrogativi è il volume che la politologa Sofia Ventura ha recentemente dato alle stampe e che si intitola “Il racconto del capo. Berlusconi e Sarkozy”. Edito da Laterza, per la collana Sagittari, il testo, che non è certo stato concepito ad uso e consumo esclusivo degli addetti ai lavori, ma risulta di agevole comprensione e scorrevole lettura, analizza con estremo rigore e precisione la capacità comunicativa di due leader che, nonostante tutto quello che è stato detto su (e contro) di loro, hanno segnato la più recente storia dei due paesi coinvolti. Si parte dal ricordare le principali trasformazioni avvenute nel mondo dei media e della comunicazione nel suo complesso fino ad arrivare alle modalità con cui, sia Berlusconi che Sarkozy, hanno utilizzato gli strumenti comunicativi, partendo dal fatto che i due protagonisti del volume possono essere ad ogni modo considerati dei rivoluzionari di un linguaggio – o di unanarrazione –  che in precedenza, sia in Italia, sia in Francia, si rivolgeva ad una cerchia ristretta di persone. Dal politichese burocratico si passa dunque ad un uso della parola più diretto, più vero, in grado di emozionare le folle e di indurle ad una identificazione repentina – se non in certi casi addirittura immediata – con i sentimenti, le pulsioni, le volontà e i desideri del leader. Una “rivoluzione comunicativa” di cui si deve necessariamente prendere atto nel tentativo – mai pienamente portato a termine – di superare le contrapposizioni nate, soprattutto in Italia, attorno a due figure carismatiche, straordinarie ed in grado di catalizzare (fino ad un certo momento) il consenso popolare.

Scrive infatti Ventura nella premessa al testo: «Sia in Italia, sia in Francia, Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy sono stati spesso percepiti come espressione di uno stesso fenomeno didegenerazione della politica, come espressione di politiche populiste e plebiscitarie che si nutrono delle nuove forme di comunicazione per incrinare i saldi principi della democrazia», di un sistema che, a detta di molti, fino all’entrata in scena dei due personaggi aveva conosciuto un buon andamento e che poi, d’improvviso, ha vissuto gli effetti negativi della personalizzazione della politica, delle sue logiche e dei suoi meccanismi.

Il volume passa quindi ad analizzare nello specifico le due figure di leadership, comparando – e non già equiparando – due uomini che, seppur in maniera diversa, hanno fatto ampio ricorso alle più moderne tecniche di comunicazione, incrementando la loro (innata) capacità di raccontare storie (storytelling). E dunque, se da un lato Sarkozy sia lascia guidare dall’esperienza e dalla capacità maieutica di spin doctor del calibro di Henri Guaino, dall’altro Berlusconi non può certo dirsi un uomo da spin doctor. Come giustamente riporta Ventura nel testo, la giornalista Paola Stringa ha osservato che l’ex Presidente del Consiglio «non si è mai affidato completamente alle strategie e alle tecniche dello spin; convinto di avere una naturale empatia con la gente, si è piuttosto lasciato guidare dal suo istinto, dimostrando di essere lo spin doctor di sé stesso».

Ma ad un certo punto la narrazione dei due leader si inceppa, conosce delle forti (e ripetute) battute d’arresto, fino a smorzarsi completamente all’interno di una più complessiva dissoluzione delle loro esperienze di governo e delle rispettive capacità di tenere unita attorno a sé un’intera classe dirigente. Tuttavia, le mutazioni e le trasformazioni introdotte da Sarkozy e Berlusconi nel sistema politico comunicativo restano oltremodo attuali, vive ed assolutamente imprescindibili per chi desideri comprendere meglio le modalità di costruzione del consenso e di gestione del potere.

Angelica Stramazzi da Spinning Politics

Sofia Ventura, “Il racconto del capo. Berlusconi e Sarkozy”, Laterza, p.164, €18