Sondaggio Ipsos, sotto l’ombrellone va forte solo Grillo

Pubblichiamo un post di termometro politico sugli ultimi sondaggi Ipsos.

“Per i partiti maggiori non ci sono novità eclatanti mentre per i partiti minori, sopratutto nell’ottica delle alleanze, qualcosa si muove.

Nel centro-sinistra appare chiaro che Sel, in termini elettorali, non può sostituirsi all’Idv. Per il partito di Bersani questa capacità elettorale di Di Pietro potrebbe rappresentare un serio problema considerato l’oggettiva difficoltà di escludere un partito del 7% da una possibile coalizione di centro-sinistra.

Discorso simile vale nel rapporto Pdl-Lega. Entrambi i partiti sono in difficoltà da molti mesi e per cause diverse. Tuttavia entrambe le formazioni, più degli scandali, scontano il fallimento dell’ultimo governo Berlusconi. Un fallimento che in campagna elettorale avrà un suo peso.

Queste due situazioni hanno un minimo comune denominatore chiamato Udc e che riguarda sia il Pd che il Pdl. Infatti per i due partiti maggiori l’unica vi di fuga da alleanze scomode, sembra essere il partito di Casini. Il Pd si trova da tempo in uno stato di “trattativa avanzate” con l’Udc ma considerata la natura “centrista” del partito non è da escludere un’alleanza con il Pdl (ipotesi più difficile vista la presenza di Berlusconi).

I numeri, in un certo senso, danno forza all’ipotesi visto che secondo Ipsos l’Udc raggiunge il 7% ossia una percentuale superiore alla Lega, a Sel e molto vicina a Di Pietro.

In questo mare di ipotesi soltanto Grillo viaggia spedito. Secondo Ipsos, infatti il partito di Grillo raggiunge una percentuale superiore al 21%. Un dato impressionante se si considera che la politica, quella dei talk show, in estate va in vacanza e anche l’interessa dei media, inevitabilmente scema durante il periodo estivo. Ma forse la spiegazione è proprio questa e riguarda ancora una volta la base (non solo elettorale) del Movimento 5 Stelle. Il popolo del web, infatti, non va certo in vacanza e su internet non esiste un palinsesto da seguire; inoltre la diffusione di Smart e Tablet rende il web onnipresente, anche al mare sotto l’ombrellone.

Ovviamente il futuro non è prevedibile ma è triste osservare come i vecchi partiti siano in balia degli eventi, e l’indiscrezione pubblicata dal Fatto Quotidiano, sulla spartizione delle poltrone già operata dai dirigenti democratici è una triste rappresentazione di questa fase politica e culturale.

Inoltre i furbissimi dirigenti democratici, invece di pensare a vincerle le elezioni, prima di scegliere i ministri (visto che Bersani, D’Alema, Veltroni e Bindi rappresentano il gruppo dirigente elettoralmente più sconfitto della storia della Repubblica) dovrebbero chiarirsi le idee sulle alleanze. Sapere con chi governare non è solo una questione di correttezza, trasparenza e serietà ma per dividersi le poltrone occorre almeno sapere  con “chi” occorrerà dividersi i posti”.

P.S.: aggiungiamo che la soglia del 40% dell’area del non voto, per la tradizione italiana, è estremamente preoccupante. Sul papello del PD, leggete anche Claudio Cerasa.

Primarie … ma non troppo

Il 5 luglio è arrivata la convocazione per l’Assemblea Nazionale del PD. La presidente Bindi scrive:

“L’Assemblea è convocata per approfondire l’esame della situazione politica in Italia e in Europa, il confronto sulla riforma della legge elettorale e avviare la definizione dei punti programmatici per l’alternativa che il Pd intende presentare al Paese. In questa occasione adotteremo anche il documento elaborato dal Comitato diritti del Pd.

Confido nella vostra partecipazione e nel contributo di idee e proposte che ciascuno di voi saprà esprimere anche in questa occasione”.

Ora ci accodiamo a quanti in questi giorni dal partito hanno richiesto un po’ di chiarezza: non si fa alcun cenno di primarie per la scelta del candidato premier tra i temi di cui si parlerà.
Eppure il segretario Bersani era stato chiaro.

In compenso, pur se le primarie sono in alto mare, accoliti bersaniani hanno già iniziato a fare campagna elettorale in vista della sfida di ottobre. Ed un simbolo già pubblicizzato.

Evidentemente non sanno che cosa significa il rispetto del pluralismo democratico all’interno di un partito: mettere tutti in condizioni di poter partecipare e di dire la propria.

Cosa difficile se qualcuno parte con 100 metri di vantaggio.