Verbale Assemblea del 27 Settembre 2012

VERBALE RIUNIONE ASSEMBLEA Giovedì 27-09-2012

Responsabile del Verbale: Dionisi Stefano.

INTRODUZIONE

La riunione inizia alle ore 18.00 con l’intervento del segretario De Battisti che introduce tre tematiche:

  • Sede: aggiorna l’assemblea sugli sviluppi circa il luogo, gli accordi presi e il contributo che il circolo dovrà dare per le spese di gestione.
  • Regolamento circolo: comunica la proposta di Ghezzo di introdurre nel regolamento stesso il concetto che se per due riunioni di assemblea non si raggiunge la maggioranza di tutti gli iscritti alla terza riunione si riesca a votare con l’1/3 degli iscritti. Soluzione approvata.
  • Documento per rilancio attività circolo, sottoscritto da Michieli, Dionisi, Reither: documento presentato e votato il 20-09-’12 e ora presentato al vaglio dell’assemblea.

Ore 18.30 lettura del documento da parte di Michieli.

DIBATTITO ore 18.40

Pinarello apre il dibattito dicendo che si parla nel documento di temi – Palazzo del Cinema e Distretto sanitario – che dovranno essere decise in futuro, il circolo deve farsi sentire, chiedere quali saranno le conseguenze delle decisioni che si prenderanno. Conclude con il dire che il circolo deve essere presente in tutte le tematiche del territorio che sono molteplici e bisogna elaborare una strategia per ogni singola tematica.

Povolato sostiene che l’aggiornamento è dovuto e legittimo e lo vede come una “ritirata strategica”, comunque ribadisce che il progetto Palazzo del Cinema era un progetto vincente e necessario per il rilancio del Lido: “è stata un’occasione mancata!” Aggiunge che non si può difendere un progetto che ora sembra non interessare più a nessuno, l’unica cosa sensata è far sì che le risorse destinate per la costruzione del Palazzo rimangano sul territorio andando a finanziare progetti per il rilancio socio-economico del Lido-Pellestrina; per esempio, oltre alle tre tematiche prese in considerazione dal documento, bisogna ragionare anche sulla questione “lavoro giovanile”. Conclude dicendo che il documento l’ha votato con sentimento di malessere perché credeva in quel progetto ma prende atto che non è più attuabile e in questo il cambio di giunta non ha favorito le cose: Orsoni non voleva il Palazzo del Cinema e dei Congressi.

Omacini pone 3 questioni:

  1. Nel documento i soggetti sono vari e si dovrà arrivare a dire che il documento è del Circolo del Lido-Pellestrina.
  2. I rapporti tra Circolo e Municipalità non sono ben calibrati, definiti.
  3. Oltre alla questione lavoro giovanile sarà da occuparsi di decentramento, partecipazione e rapporti tra circolo e associazioni.

Pozzobon ribadisce che deve essere chiarita la posizione del Circolo sui fatti avvenuti nel territorio. Come Povolato anche lui credeva nel progetto-programma votato dalla maggioranza del circolo. All’affermazione di Orsoni che vorrebbe una struttura ricettiva -albergo – al posto del Palabuco afferma il suo convinto disappunto e aggiunge che come Circolo bisognerà raggiungere una linea condivisa per poi valutare l’azione adeguata da rivolgere, con fermezza e unitariamente, nei confronti del Comune.

Vaccari introduce dicendo che il documento portato dai giovani è un’occasione per il rilancio del territorio ma continua dicendo che ci sono, nel testo, delle affermazioni che devono essere approfondite:

  • Perché parte del direttivo nel tempo è venuto meno? E’ un bilancio negativo e afferma che secondo lui bisognerebbe allargare gli elementi del direttivo-esecutivo.
  • Incontri pubblici tematici: utili affinché l’identità di partito sia chiara sul territorio. Il tema va scelto insieme. Es di tema: evasione fiscale da parte degli esercizi commerciali a Venezia, magari con il rischio di sembrare impopolari nei confronti di certe classi sociali

Conclude dicendo che condivide le osservazioni di Povolato circa il fatto che i congressi sarebbero stati un occasione per il rilancio economico-occupazionale del territorio.

Milani dichiara che non trova corretto prendere le distanze dall’amministrazione e dal suo operato proprio ora che le cose vanno smaccatamente male dato che, al di là delle enfasi, la municipalità di ora e di un tempo non aveva grosso potere decisionale incisivo; aggiunge che ciò che conta è la percezione che la cittadinanza del Lido ha avuto su una totale adesione alle “straordinarie” scelte di allora. Conclude affermando che è comodo scaricate tutte le responsabilità e le colpe su chi sta cercando di uscire da questa aggrovigliata matassa anche perché i soggetti non sono più gli stessi e hanno, dunque, minor responsabilità.

Ghezzo dichiara che rimane convinto della bontà del progetto originale ma che ora bisogna cambiare visione strategica dato che il Palazzo, a prescindere dalle decisioni del tribunale, non si farà più: “ciò non deve essere interpretato come cambio di opinione ma come una presa d’atto!” Continua spiegando che se il Presidente della Biennale dichiara che non è più strategica la costruzione del Palazzo del Cinema e dei Congressi la struttura che eventualmente si andrebbe a progettare-costruire non sarà più “palazzetto” ma qualcosa di diverso e afferma che tutto ciò lo lascia alquanto perplesso. In risposta a Povolato dice che l’occupazione si crea con gli investimenti. Ma quali, dei privati visto che il pubblico non investe? Si dichiara d’accordo con Vaccari riguardo il discorso delle assemblee pubbliche.

Zanetti spiega quale sia la ratio del documento presentato dai tre giovani: afferma che nel medesimo non deve essere inserita ogni questione, il fatto buono di tale scritto è che ha un po’ la funzione di “sveglia”.Poiché propone una questione di metodo per il futuro, a suo avviso è un passo avanti, è una nuova rotta mentre per altri può indicare una opportuna “ritirata strategica”, ma, conclude, sono entrambi legittimi punti di vista personali, l’importante è che quel documento costituisca ora una base comune per andare, insieme, avanti.

Gusso dichiara che trovare una soluzione come circolo, come Municipalità e al livello comunale sia velleitario perché il progetto nasce da una richiesta nazionale non dal territorio Lido. Continua dicendo che prima che sia una soluzione nostra auspica la necessità di tenere la tematica ancora a “livelli propositivi alti” dato che si tratta di un argomento di “rilevanza nazionale e risonanza internazionale”. Propone di pensare a un’iniziativa pubblica in cui anche i parlamentari possano venire a discutere del progetto, a dare delle spiegazioni e poi si potranno fare incontri pubblici a livello di circolo. Conclude con la proposta di inserire nel documento anche un’idea di rilancio compatibile con il territorio di Pellestrina data la sua difficile accessibilità.

Chiozzotto si sofferma sul concetto di “aggiornamento” presente nel documento:

  • Aggiornare vuol dire “azzerare” il programma maggioritario per darne uno di completamente nuovo individuando una nuova posizione del circolo; in altre parole andando a rivedere il documento congressuale non quello delle elezioni 2010?
  • Afferma che bisogna “aggiornare” il concetto di “rinascimento” del territorio (economico, sociale e occupazionale).

Prosegue affermando che bisogna affrontare il progetto di S.M.E. e metterlo all’ordine del giorno. Conclude con il chiedere cosa voglia dire che il sito-web debba essere aperto a tutti, De Battisti risponde che vuol dire che tutti possono consultarlo, vederne le attività di circolo e i documenti, inserire commenti e conclude dicendo che manca la diffusione, pubblicità di tale mezzo. Michieli specifica che non si tratta di un sito ma di un blog e afferma che la differenza è marcata.

Stipitivich abbozza tre tematiche di interesse territoriale:

  • si riallaccia al discorso di Pellestrina affermando che il territorio vive un momento drammatico dato che è difficile intravedere le future prospettive per il rilancio dell’isola;
  • Bisognerà ragionare sulle opere di compensazione del Mose;
  • Storia del Cinema: la mostra del cinema è nata al Lido, nei magazzini del Vega sono conservati, inutilizzati, materiali che testimoniano tutta la storia del cinema al Lido perché non trovare il modo di riutilizzarli creando ad hoc mostre, eventi, musei. Vaccari specifica aggiungendo che si potrebbe organizzare delle iniziative fieristiche come nelle altre città (ad esempio, Padova).

Pinarello, stimolato dall’intervento di Pozzobon sul ruolo del Sindaco, afferma che Orsoni non può decidere arbitrariamente. Sulla questione Palazzo chiede perché la necessità di vendere l’intera area ex-OAM se alla fine non verrà più fatto il progetto Palazzo. Risponde Frasson dicendo che tutta quella zona è in totale degrado e va riqualificata. Conclude con l’affermare che si dovrà individuare le responsabilità di ciò che è avvenuto sia a livello regionale che provinciale e comunale.

VOTAZIONE ore 19.50

Considerazioni:

  1. De Battisti sostiene che queste votazioni costituiscono un primo passaggio, dato che, prosegue Chiozzotto, devono essere trattate molte altre cose.
  2. Vaccari afferma che da tutti gli interventi non sono emerse contrarietà al documento quindi presume che la logica conseguenza sia l’approvazione dello stesso anche se conviene con il fatto che ci sia la necessità di integrarlo con degli aggiornamenti.
  3. Zanetti afferma che una votazione a favore servirebbe anche per sostenere il segretario che con questo documento si è esposto.

Considerazioni conclusive:

  • Il soggetto del documento diventa il Circolo del Lido e Pellestrina;
  • per Pellestrina si redigerà un documento specifico.

Esito della votazione:

FAVOREVOLI: 16

CONTRARI: 0

ASTENUTI: 6

Il documento è APPROVATO.

Conclusione:

L’assemblea si scioglie alle ore 20:00.

Verbale Direttivo del 20 settembre 2012 e documento “Per il rilancio dell’attività del circolo”

Verbale 20 settembre 2012

Presenti Direttivo: De Battisti, Aprà, Carella, Dionisi, Leo, Michieli, Milani, Povolato, Reither, Vianello E., Valente, Zanetti.

Membri di diritto: Pozzobon (Tesoriere).

Assenti Direttivo: Cassani, Chiosi, Giada, Poiana, Ghezzo (G)

Responsabile Verbale: Michieli

Direttivo di giovedì 20 settembre 2012, ore 21-23

Il segretario De Battisti introduce l’odg:

  1. aggiornamenti vari
  2. discussione sulla situazione del Lido
  3. tesseramento

Il segretario aggiorna il Direttivo sulla questione della sede e le trattative in corso, che procedono abbastanza speditamente. Poi dà lettura di un contributo scritto di Ghezzo, che non può partecipare al Direttivo. Nel documento Ghezzo affronta due questioni: la vicenda del Palazzo del Cinema alla luce dei nuovi eventi e il rapporto con il PD comunale. Ghezzo sottolinea che al nuovo Palazzo aveva personalmente creduto, anche se negli ultimi tempi si era reso conto che qualcosa stava cambiando per la posizione equivoca del Sindaco e per il silenzio di Baratta; e, del resto, era la stessa posizione del partito sia a livello di Circolo che a livello comunale e provinciale. Tuttavia i cambiamenti intercorsi nel tempo, da ultime le dichiarazioni di Baratta e del Sindaco, comportano un cambio di strategia sulla vicenda ed il Circolo non può trovarsi da ultimo a sostenere un progetto in cui né la Biennale, né il Comune credono più. Sulla questione dei rapporti col PD comunale, Ghezzo sottolinea i problemi tra il gruppo PD al comune e il Sindaco, con la bilancia che pende molto spesso verso quest’ultimo, e la necessità che i consiglieri comunali svolgano con maggiore coraggio la loro funzione nei confronti di questo sbilanciamento.

De Battisti da quindi la parola a Reither che presenta un documento di rilancio dell’attività del circolo, scritto con Michieli e Dionisi (allegato al Verbale).

Pozzobon condivide con Ghezzo il proprio iniziale sostegno al Palazzo del Cinema anche se sottolinea l’aspetto ironico del fatto che il circolo possa ritrovare l’unità attorno al fallimento di un’operazione. Ritiene inoltre che si debbano effettivamente coinvolgere persone esterne, come scritto nel documento: cita l’esempio delle competenze esterne in materia di mobilità che personalmente ha rilevato. Mette in evidenza anche la carenza di impegno dei componenti del circolo da un anno a questa parte e la necessità di fare di più.

Povolato dice di aver creduto nell’idea del Palazzo del Cinema e, tuttavia, non è difficile verificare la situazione di precarietà in cui oggi versa la Mostra Internazionale cinematografica. I soggetti che all’epoca avevano sostenuto il progetto sono svaniti e la questione del Palazzo del Cinema è diventata sempre più rilevante come questione di emergenza finanziaria. Concorda con l’idea di Ghezzo della ritirata strategica e sottolinea come questa sia necessaria in tempi di revisione della spesa, come riportato dal documento di rilancio del circolo. Il rilancio delle politiche del Circolo passa anche per quei settori di intervento che oggi sono di estrema importanza per i cittadini: ambiente, mobilità e sanità. Da qui si deve ripartire per uscire fuori dalla vicenda con un nuovo progetto per il Lido. E per farlo dobbiamo capire quante risorse sono disponibili. E a questo servono i legami stretti con il Comune, nonostante tutte i problemi che Ghezzo ha indicato.

Zanetti afferma molto brevemente di trovarsi d’accordo con il contributo di Ghezzo e concorda con l’impostazione del documento di rilancio dell’attività del circolo.

Leo si ritrova nel documento e ricorda che già molto tempo fa si è a lungo dibattuto sulla questione dell’organizzazione degli spazi, al fine di utilizzare al meglio quelli esistenti, senza dover spendere tutte le risorse che sono state utilizzate. Ricorda inoltre che le competenze c’erano per poter utilizzare gli spazi esistenti o risolvere la questione del buco: i progetti degli studenti dello Iuav ne sono la prova lampante. Mette in evidenza che, tuttavia, le responsabilità politiche sono più ampie e non limitate al Comune. Afferma che la vicenda del Palazzo del Cinema è soltanto, ormai, una questione di bilanci che non quadrano: proprio la situazione economico-finanziaria comunale dovrebbe essere al centro di maggiore attenzione e approfondimenti.

Milani-Vianello si ritrova nel documento sul rilancio delle attività del circolo. Sul contributo di Ghezzo alla discussione, dice di prenderne atto, anche se ritiene i dubbi espressi troppo tardivi. Sostiene l’idea di un rilancio del Circolo e del territorio sulla base delle linee del documento, in particolare nel settore dell’ambiente e della mobilità, trovandosi d’accordo sulla necessità di appoggiare con forza il Biciplan.

Aprà concorda con il documento presentato e ritiene utile rivedere le proprie posizioni anche in vista della futura campagna elettorale, perché solo così si può tornare sul territorio e incontrare e discutere con i cittadini.

Valente dice che dobbiamo riconoscere di essere stati presi in giro dal Comune: se lo ammettiamo facciamo un passo importante. Una presa di distanza si rende perciò necessaria poiché le posizioni precedentemente assunte sono oramai indifendibili.

Vianello dice che il circolo deve prendere una posizione chiara ed unitaria. Dopo aver raccontato ai cittadini, nelle elezioni del 2010, quale era l’ambizione del progetto di rilancio del Lido, che ruotava attorno al Palazzo del Cinema, non si può oggi sostenere altre idee, così come sono apparse sulla stampa.

Il segretario De Battisti condivide di fondo il documento presentato e rivendica la strategia perseguita finora con gli amministratori comunali: offrire un interlocutore serio e ragionevole con cui discutere e argomentare le posizioni. Nonostante la personale delusione e il senso di presa in giro e arrabbiatura, dati gli sforzi che si stanno facendo, ritiene importante perseguire sempre una linea non di scontro o polemica, ma di approccio costruttivo e di coinvolgimento, col proposito di arrivare a scelte il più possibile condivise, anche tra i vari livelli di partito, il che non vuol dire essere morbidi o passivi. Sente la necessità di coinvolgere un maggior numero di persone: oltre alle modalità individuate dal documento, indica il tesseramento, e gli eventi collegati al tesseramento, e soprattutto le primarie, che rappresentano una buona occasione per rilanciare il circolo e il rapporto con i cittadini. Sottolinea che si debbano scegliere gli argomenti opportunamente nell’affrontare la popolazione, affinché non si fomentino i cittadini, aumentando la loro arrabbiatura e delusione e che questi argomenti debbano avere respiro più ampio, non solo locale. Dobbiamo recuperare consenso ma rimane fondamentale l’importanza della coerenza con le posizioni prese fino ad oggi, con i dovuti distinguo per non perdere in credibilità, per riavvicinare chi si è allontanato, anche se non solo per colpa nostra. Invita però ad aiutarsi reciprocamente, tutti devono mettersi di impegno: il circolo ne ha le potenzialità perché sente la volontà viva dei suoi aderenti. Chiede quindi al Direttivo di dare disponibilità per le attività che si decideranno di svolgere.

Reither ci tiene a sottolineare che, come affermato da Valente, il Circolo non possa più avere nei confronti del Comune e del PD comunale un atteggiamento bonario, poiché con tale atteggiamento siamo arrivati alla situazione attuale.

Si decide quindi di mettere ai voti il documento. Povolato propone due emendamenti per includere la sanità tra i punti da cui partire per ricostruire un legame coi cittadini e il mantenimento delle risorse finanziarie previste per il territorio del Lido. Il Direttivo approva all’unanimità il documento emendato. Si decide di pubblicarlo sul blog e di presentarlo in Assemblea.

Si chiude il Direttivo.

Qui trovate il documento Per il rilancio attività del circolo

A Verona, un forte asburgico ai Magazzini Generali

Solo al Lido, dove tra l’altro non esiste un patrimonio monumentale, si può sorridere con sufficienza del desiderio di salvare i resti di un forte asburgico dello stesso periodo (ndr, ri-emerso dopo gli scavi per il nuovo Palazzo del Cinema).

Daniela Milani Vianello, Direttivo Circolo

Il tendone di Baratta

“Archiviato il Palazzo del Cinema, la prospettiva si è rovesciata: ora prioritario è l’utilizzo e la valorizzazione dell’esistente. Lo spazio cui era destinato? Coperto il buco, potrebbe accogliere una struttura di solo supporto, multifunzionale ed elastica. Ad esempio un tendone” (Paolo Baratta al Gazzettino, 26 agosto, “La città del cinema resta al Lido”).

Si trasale un po’ quando si legge l’articolo, per la disinvoltura con la quale il presidente della Biennale parla del futuro del territorio e della comunità che lo abita. Quindi si è venduto l’ex-Ospedale al Mare, vi sono stati disagi per l’isola che è stata messa sottosopra per tutti questi anni, con altre operazioni connesse, per avere un tendone, là dove adesso c’è il buco?

Eppure esisteva un bisogno della collettività – la valorizzazione del territorio per il rilancio della vocazione culturale e turistico-ricettiva -, propagandato, a ragione, per tutto il territorio da Comune e Biennale, e di cui il nuovo Palazzo del Cinema e dei Congressi doveva essere un elemento imprescindibile.

Dov’è finito? Dalle parole di Baratta, si dovrebbe dedurne che o quel bisogno collettivo non era realmente indispensabile oppure che era conseguibile in maniera diversa rispetto alle modalità che si sono seguite, e come pare dimostrino i lavori di ristrutturazione e di allargamento, in corso d’opera.

Ma al di là che sia scomparso o meno quel bisogno collettivo e il ruolo nella vicenda avuto dalla Biennale, si tratta per la politica di verificare quale è la distanza tra gli impegni assunti e le realizzazioni prodotte. E per farlo bisogna rispondere a tutta una serie di questioni:

a) di chi è la responsabilità per la mancata realizzazione del nuovo Palacinema?

b) cosa ne è stato e cosa ne sarà delle risorse messe a disposizione?

Serve da parte del PD comunale un gesto di trasparenza, di responsabilità e di ri-legittimazione del proprio ruolo di fronte ai cittadini del Lido, e non solo. E per farlo deve dare delle risposte a quelle domande, che non possono essere eluse. Esercizi di questo tipo, capire dove si è sbagliato e che chi ha sbagliato paghi l’errore, possono aiutare nelle future decisioni. Semmai ve ne saranno, dato che legittimamente i cittadini avrebbero ragione a non fidarsi di futuri progetti sul territorio.

Ad ironica conclusione – ma non troppo -, verrà anche creata un’ampia zona d’ombra a fianco del buco per il Palacinema, grazie alla piantumazione di nuovi pini marittimi (Gazzettino, 26 agosto “Vicino al Casinò tornano i primi marittimi”).

The Who cantavano “If I swallow anything evil, put your finger down my throat”*, immagine truce ma efficace. Forse è il momento che il PD usi quelle dita…

 *”Se ingoio qualcosa di cattivo, mettimi un dito in gola”

 Marco Michieli, Direttivo Circolo

Casson sul Palazzo del Cinema di Venezia

Il vicepresidente dei senatori Pd Felice Casson ha presentato oggi un’interrogazione al Presidente del Consiglio Mario Monti, sottoscritta anche dal collega democratico Vincenzo Vita, sulla vicenda della realizzazione del nuovo Palazzo del cinema e dei congressi di Venezia e della conseguente nomina del commissario delegato Vincenzo Spaziante. Ecco il testo dell’interrogazione:

Atto n. 4-08116
Pubblicato il 7 agosto 2012, nella seduta n. 787

Casson, Vita- Al Presidente del Consiglio dei ministri. –

Premesso che:
con ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri 12 marzo 2009, n. 3746, articolo 13, è stato nominato il Commissario delegato per la realizzazione del nuovo Palazzo del cinema e dei congressi di Venezia, nella persona del dottor Vincenzo Spaziante, nell’ambito delle iniziative finalizzate alle celebrazioni per il 150° anniversario dell’unità d’Italia;
la delega, anche se in regime ordinario e non più straordinario, è stata prorogata fino al 31 dicembre 2012 con ordinanza n. 4001 dell’8 febbraio 2012 del Presidente del Consiglio dei ministri;
a tutt’oggi, si registra però soltanto il fallimento dell’operazione, certamente per motivi legati al rinvenimento di una pericolosa e considerevole discarica abusiva di amianto in loco, ma soprattutto per l’inopinabile incapacità di gestione amministrativo-contabile attribuibile ai vari soggetti istituzionali coinvolti nella vicenda a vario titolo e in momenti diversi;
tra l’altro, non va dimenticata nemmeno la vicenda processuale che ha portato in carcere alcuni “vice” del commissario per le note vicende legate al mondo d’affari relativo alla protezione civile;
considerato che:
forti e decise sono sempre state le contestazioni del Coordinamento delle associazioni ambientaliste, dei cittadini del Lido e di varie forze politiche, per motivi connessi sia alla tutela ambientale sia allo spreco incontrollato di risorse pubbliche;
attualmente, al posto del nuovo Palazzo del cinema esiste una grande voragine, tanto che più che di palazzo del cinema si parla un “Pala-buco”, ancora in cerca di una convincente e trasparente soluzione;
valutazioni giornalistiche parlano di inutili spese per una somma che supererebbe già ora i 40 milioni di euro;
sarebbe quanto mai opportuno disporre un’operazione di massima trasparenza sia sullo stato dei lavori sia sull’ammontare preciso e dettagliato di quanto speso per i lavori,
si chiede di sapere:
se il Presidente del Consiglio dei ministri sia a conoscenza di quanto esposto;
quale sia lo stato dei lavori;
quale sia l’ammontare preciso e dettagliato di quanto speso;
quali decisioni intenda assumere in vista della scadenza del 31 dicembre 2012, in riferimento al nuovo Palazzo del cinema.
8 agosto 2012
Ilaria Di Bella
Vicecapo Ufficio stampa gruppo Pd Senato
ilaria.dibella@senato.it

Un contributo al dibattito

Nello spirito libero del blog e del PD, senza censure, pubblichiamo con piacere l’intervento critico di una nostra iscritta e componente del Direttivo di Circolo, Daniela Milani-Vianello. Come sempre il blog è aperto alle repliche.

“Una riflessione su due articoli apparsi nello stesso giorno oggi, 1° agosto (n.d.r. ieri, per chi legge) sullo stesso quotidiano locale “Il Gazzettino”.

Il primo, “No del PD alla vetreria all’ex Cnomv”, rilascia le dichiarazioni del segretario di partito Claudio Borghello sulla nota querelle. Per lui il PD ha preso nette posizioni sancite dal documento votato della segreteria comunale, oltre a quelli delle segreterie dei circoli della Giudecca e di Murano, che hanno avuto valore come atto di indirizzo politico.

Il secondo porta il titolone “Isola devastata, mancava la progettualità” e ancora “I residenti devono riappropriarsi del territorio.” E’ questo il parere espresso da uno dei nomi più rilevanti della cultura veneziana (n.d.r. Restucci, Rettore Iuav).

Viene consequenziale una domanda: nel territorio Lido dove si perpetuano situazioni tali da concedere a un autorevole personaggio un parere così tranchant, esiste un circolo PD territoriale?

Se esiste è evidente che non riesce a trovare una linea comune e preferisce un assoluto silenzio”.