Determine on line

Oggi siamo brevi. Dal 4 settembre sono disponibili sull’albo pretorio on line, sotto la voce “trasparenza”, le determine dirigenziali, dal numero 1691. Si tratta di un buon passo in avanti per la pubblicità degli atti, la consultazione e il loro utilizzo. Il merito va al Comune ma anche a chi ha stimolato il comune in questa direzione, sia tra i bloggers, sia nel consiglio Comunale – Jacopo Molina, PD, e Sebastiano Costalonga, PDL -.

E, su segnalazione, ne facciamo subito un utilizzo divertente: la determina 1698/2012 che dispone 1400€ per le Miniolimpiadi di Dese. Certamente una cifra irrisoria, ma speriamo che la pubblicazione delle determine on line consentano ai cittadini di verificare anche l’utilizzo di somme maggiori, magari malamente utilizzate. E in tempi di bilanci ristretti, occorre molta attenzione: il mestiere politico più difficile di tutti è fare il cittadino.

Annunci

La nuova darsena agli Alberoni

L’oggetto della contesa è un progetto per una nuova darsena per 92 barche. La richiesta dei privati riguarda la «concessione di occupazione di area demaniale» in laguna (14.078 mq) e a terra (5600 mq). Per fare una proporzione l’area di mare per darsena prevista alla diga di San Nicolò è di 89.305 mq e di un’area a terra di 55.230 mq. L’intenzione è quella di realizzare un nuovo approdo turistico nell’area adiacente all’approdo della linea di navigazione da Fusina e alla darsena comunale esistente, molto più piccola.

Soggetto promotore è la Alfa srl, con sede in via Ulloa a Marghera, il cui amministratore unico è Fabrizio De Col. Si tratta di una partecipata della Alberoni Srl guidata dal padre Giovanni, proprietario di Ca’ del Moro.

In giugno De Col hanno presentato istanza al Magistrato alle acque per la concessione di occupazione di quell’area demaniale. Mentre un tempo spettava al Magistrato ricevere le istanze e quindi i privati dovevano ottenere i pareri della Commissione edilizia e Salvaguardia, oggi prima avviene la pubblicazione della richiesta e poi scattano gli approfondimenti riunendo in un’unica sede tutti i soggetti competenti in materia. Dall’8 giugno, data della trasmissione della richiesta dal Magistrato alle Acque al Comune, sono scattati i 60 giorni previsti dalla legge (la 509 del dicembre 1997) per la presentazione di osservazioni e istanze concorrenti.

Il 7 agosto è scaduto il termine dei sessanta giorni. Ora il Comune dovrà convocare una Conferenza dei Servizi per decidere.

Nelle prossime settimane, si avranno maggiori delucidazioni. Speriamo anche dalla Municipalità.

P.S.: Segnaliamo che il Comune ha avviato un progetto opendata, per dare la possibilità ai cittadini di accedere ai dati della pubblica amministrazione. Grazie anche al ruolo svolto dal gruppo trasversale OpenData Venezia. E non solo per una questione di trasparenza: si pensi al mondo della ricerca e alla possibilità di usufruire di questi dati e le ricadute possibili sul comparto dell’impresa e del lavoro.  Seguiremo l’evolversi della vicenda.

Per Carmine Parisi, contro il malaffare

Per chi se lo fosse perso, pubblichiamo il racconto di una vicenda aberrante capitata ad un Giovane Democratico della Provincia di Salerno.

“Un eroe per i coetanei dei Giovani Democratici, che lo hanno applaudito a lungo quando ha raccontato la sua storia e le sue battaglie contro il sacco edilizio del Cilento a una tre giorni di dibattiti sulla legalità organizzati dai Gd lombardi a Eupilio (Como). Un “rompicoglioni” non degno di far parte del partito dei ‘grandi’, secondo la commissione disciplinare del Pd che lo ha sospeso per tre mesi e fa ostruzionismo sulla richiesta di rinnovo della tessera.

Chissà se Pierluigi Bersani ne sa qualcosa. “Gli abbiamo scritto, nessuna risposta”. Carmine Parisi, 24 anni, militante Gd di Agropoli (Salerno), sorride su questa sua condizione di vittima della scoraggiante schizofrenia della politica. E tira fuori un pacco di carte che riempirebbe un faldone di Tribunale. Copie di delibere, ritagli di giornale, atti giudiziari a corredo delle iniziative con le quali Parisi ha denunciato la longa manus delle lobby edilizie sul governo di Agropoli e di intere fette del Cilento, la terra difesa fino alla morte (e purtroppo non è una metafora) da Angelo Vassallo, il sindaco Pd di Pollica-Acciaroli ucciso la sera del 5 settembre 2010.

Parisi ha illustrato, documenti alla mano, i conflitti di interesse di politici titolari di ditte edili che fanno affari con la pubblica amministrazione, nel vuoto della mancanza di strumenti urbanistici. Ma si è macchiato agli occhi del Pd, di un delitto gravissimo: ha fatto opposizione a una giunta capeggiata da un democrat, l’ex assessore provinciale di Salerno ai Lavori Pubblici Francesco Alfieri, avvocato, in ottimi rapporti con il sindaco Pd di Salerno Vincenzo De Luca nonché fratello del presidente della Banca di Credito Cooperativo del Cilento, Lucio Alfieri, che cura la Tesoreria del Comune. Un sindaco capace di essere rieletto a maggio con l’88% dei consensi al primo turno. Uno che conta, nello scacchiere del potere locale e provinciale.

Tra Davide e Golia, il Pd si è schierato con Golia senza prendere in considerazione le ragioni di Davide. Dimostrando poca attenzione alle vicende della cronaca. Perché mentre deliberava la sospensione di Parisi e dell’ex sindaco Ds di Agropoli Antonio Domini, con la motivazione di non essere acquiescenti all’amministrazione a guida Pd, sono avanzate alcune inchieste della Procura di Salerno che hanno dato ulteriori validi argomenti alle tesi dei sospesi. Due in particolare. La prima: ‘Strade fantasma’, scattata sulle denunce di Vassallo; interi lotti di strade provinciali mai costruiti, ma regolarmente pagati, mentre la politica sonnecchiava, incapace di accorgersi dell’imbroglio. La seconda, la più recente e devastante: ‘Due Torri’, l’inchiesta sul sistema Citarella, dal nome dell’imprenditore edile e presidente della Nocerina calcio capace di formare un cartello di ditte che per quasi dieci anni si sarebbe spartito gli affari della Provincia di Salerno truccando gli appalti e corrompendo tecnici e funzionari: 15 arresti, oltre 300 indagati, 302 ditte coinvolte. Tra gli indagati per turbativa d’asta c’è un assessore ed ex capogruppo del Pd di Agropoli.

E da giorni le locandine dei giornali locali (“quando non le coprono con le cartoline” dice Parisi) sparano la notizia che Citarella in carcere ha cantato e ha tirato in ballo l’ex assessore provinciale ai Lavori Pubblici. Francesco Alfieri, per l’appunto. Alfieri non è indagato e per il momento ha scelto la linea del silenzio. I papaveri del Pd salernitano lo difendono: “Non ha avuto nemmeno un avviso di garanzia” spiega il segretario provinciale Nicola Landolfi “se e quando lo avrà ne discuteremo”. Per anni Parisi e Domini queste cose le hanno raccontate tramite un loro giornalino, ‘Trasparenza e Legalità’. Il numero del 7 settembre 2011 fece rumore e guarda caso coincise più o meno coi tempi del provvedimento disciplinare. Pubblicò un reportage sui “signori del cemento che dominano la politica agropolese”. Seguiva dettagliato elenco dei consiglieri, degli assessori e dei parenti di pubblici amministratori titolari di ditte, e gli appalti aggiudicati con i relativi importi, gli incarichi di progettista, tecnico, collaudatore. Il patto del mattone. Una copia del giornale finì sulla scrivania del presidente della commissione nazionale di garanzia del Pd, Luigi Berlinguer, che per lettera promise un interessamento diretto “vista la gravità dei fatti denunciati”.

Ma poi si è fatto vivo? “No” risponde Parisi, che non smette mai di sorridere mentre spiega vicende capaci di far infuriare chiunque. E il giornale? “Abbiamo smesso di mandarlo in stampa: nessuno voleva farci più pubblicità perché temevano ritorsioni, e i direttori si sono dimessi lamentando unclima di intimidazione. Troppe querele”. Peccato. Il giornalino vantava un piccolo scoop: la pubblicazione di un’inserzione di vendita del’antico Castello di Agropoli per un milione di euro, quando la giunta Alfieri se lo è comprato, successivamente, pagandolo 3 milioni. “Fu un errore si stampa” si difesero i diretti interessati il giorno dopo.

Le carte sono in Procura, allegate a un esposto dell’ex sindaco Domini. Che argomenta così le origini del dissenso interno al Pd agropolese: “Io ero espressione dei Ds, venni sfiduciato nel 2006 attraverso una manovra orchestrata dalla Margherita di Alfieri e del presidente della Provincia dell’epoca, Angelo Villani. In questo modo mi impedirono di portare a termine l’adozione del Piano regolatore, lasciando in vigore tuttora un piano di fabbricazione del 1972. Quando non c’è un piano regolatore, si sa, aumenta la discrezionalità… Mi ricandidai da Ds contro il candidato della Margherita, Alfieri. Così in consiglio ho fatto opposizione. E l’ho proseguita anche con la nascita del Pd, perché ero espressione di una lista di minoranza, e non ho aderito al gruppo Pd. Mi hanno sospeso per questo. E perché ovviamente insieme ai Gd ho denunciato quel che ora sta emergendo con chiarezza”.

Parisi ascolta e si scusa, ma deve correre a dare una mano all’organizzazione della festa nazionale Gd, in corso sul lungomare della vicina Acciaroli. Viene Massimo D’Alema, uno dei capi storici di un Pd che invece di incoraggiare i giovani preparati e documentati come Parisi preferisce cacciarli fuori perché danno fastidio. E Parisi sorride anche su questo.”

Vincenzo Iurillo, da “Il Fatto Quotidiano”

Innanzitutto a Carmine Parisi va la nostra solidarietà. 

Inoltre, con forza chiediamo che il Segretario Nazionale Bersani prenda una posizione sulla vicenda, contro lo sfacelo del territorio prodotto dall’intreccio malsano tra gruppi di interesse e politica, che investe non solo il PD campano (vedi Penati).

Sui dipendenti comunali e la trasparenza dei dati

La questione appassiona soprattutto in tempi di tagli e di fronte alla possibilità ventilata dai sindaci di non poter pagare gli stipendi per agosto. La vicenda mi ha incuriosito e ho deciso di verificare quanto fossero i dipendenti comunali per abitante nel comune di Venezia, con la possibilità di compararne la quantità con altri comuni italiani e europei, visto che effettivamente il benchmarking è utile, al fine di capire se vi siano altre logiche che caratterizzano il numero di dipendenti di cui un comune dispone.

Di seguito però non troverete né dati né altro che possa aiutare a capire meglio. Ero partito con l’idea di parlare di efficienza del sistema dell’amministrazione comunale e delle partecipate e invece devo affrontare la questione della trasparenza. Proprio così. Perché trasparenza non significa soltanto rendere disponibili in internet l’albo pretorio come stabilito dalla legge. E comunque a Venezia non sono accessibili le determine dei dirigenti comunali, nonostante anche il Ministero dell’Interno si sia espresso in questo senso: non lo assolve, ma è vero che Venezia è in buona compagnia, anche altri comuni sono nella sua situazione. L’accessibilità ai dati e la possibilità di utilizzarli è di fondamentale importanza per la discussione pubblica: “discutere per meglio deliberare” non costituisce un corollario del principio della trasparenza a cui sono tenuti gli uffici pubblici, ma ne è uno dei pilastri. Senza trasparenza non vi è responsabilità, senza responsabilità non vi è fiducia nelle istituzioni, senza fiducia si distrugge la legittimità dell’azione pubblica.

In internet si trovano parecchie informazioni sui dipendenti dei vari comuni, ma sono spesso informazioni di seconda mano, non verificabili. Molto spesso non consentono di ricostruire il dato. Spesso non vengono conteggiati i dipendenti delle municipalizzate. E ancora più frequentemente non è accessibile il numero dei dipendenti delle municipalizzate.
Come si pretende di stimolare il dibattito pubblico se ai cittadini non viene consentito di accedere ai dati? Me lo chiedo soprattutto per il Comune di Venezia, che ha una tradizione nel campo della maggiore trasparenza.

Segnaliamo anche la situazione del sito del Commissario al Palazzo del Cinema: non sono più accessibili i suoi contenuti (decreti legge, ordinanze, verbali delle conferenze di servizio) e serve una password per accedervi. Provateci.

Confidiamo che sia una svista e che si sanerà al più presto la situazione.

Marco Michieli, membro Direttivo Circolo Lido-Pellestrina